Domani in Aula alla Camera il voto sul testo degli avvocati
Calderone, 'importante portare a compimento le riforme professionali'.
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l governo accelera sulle riforme delle professioni ordinistiche. Martedì 26 maggio approderà infatti nell’Aula della Camera il voto sul disegno di legge delega per la riforma dell’ordinamento forense, primo tassello del più ampio pacchetto di interventi sulle professioni regolamentate approvato dall’esecutivo nel settembre 2025.
A confermare la volontà dell’esecutivo di chiudere il percorso è stata la ministra del Lavoro Marina Calderone, intervenuta a margine del Festival del Lavoro di Roma. “Per noi è importante portare a compimento le riforme”, ha dichiarato, sottolineando come si tratti di interventi “complessi” che coinvolgono categorie strategiche “per il supporto e l’apporto che portano al nostro Paese, alle imprese e ai lavoratori”.
Secondo Calderone, il governo e la maggioranza parlamentare sono impegnati a “arrivare alla conclusione del percorso” per avviare poi la fase di scrittura dei decreti legislativi attuativi. La ministra si è detta “fiduciosa” sui tempi dell’iter parlamentare, sia per la riforma dell’Avvocatura sia per il disegno di legge generale sulle professioni, attualmente all’esame del Senato e riguardante quindici categorie professionali.
Il provvedimento dedicato agli avvocati rappresenta il banco di prova più immediato della strategia del governo. Il testo punta a modernizzare l’ordinamento forense, intervenendo su accesso alla professione, formazione e organizzazione degli studi legali. Tra le novità discusse in Commissione figurano la possibilità di iniziare il tirocinio prima della laurea, dopo aver sostenuto tutti gli esami, e la riduzione della durata della Scuola forense da 18 a 12 mesi.
Parallelamente prosegue al Senato il confronto sul disegno di legge quadro che interessa architetti, ingegneri, geometri, giornalisti, consulenti del lavoro e altre professioni ordinistiche. Per il governo, la riforma punta ad aggiornare un sistema fermo sostanzialmente al Dpr 137 del 2012, alla luce dei cambiamenti del mercato del lavoro, della digitalizzazione e delle nuove competenze richieste ai professionisti.
Cosa prevede il testo
Il ddl delega affida al Governo il compito di riscrivere l’ordinamento della professione forense attraverso uno o più decreti legislativi entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.
Tra i punti principali emersi nell’esame parlamentare:
- revisione dell’accesso alla professione;
- tirocinio anticipato già durante il percorso universitario;
- riduzione della durata della Scuola forense;
- riordino della formazione continua;
- aggiornamento del sistema disciplinare;
- revisione dell’organizzazione degli Ordini professionali
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