Anno: XXVIII - Numero 91    
Giovedì 9 Aprile 2026 ore 12:30
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SGOMBERI, LA CASSAZIONE CHIAMA IN CAMPO LA P.A.

Confedilizia: “Basta con i rinvii senza fine, i proprietari non possono pagare l’inefficienza dello Stato”.

SGOMBERI, LA CASSAZIONE CHIAMA IN CAMPO LA P.A.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 8640, appena depositata, mette ancora una volta nero su bianco un principio destinato a incidere su anni di prassi incerte: l’esecuzione dei provvedimenti giudiziari non può restare sospesa tra rinvii e carenze organizzative. L’ufficiale giudiziario – chiariscono i giudici – ha il dovere di procedere, coordinandosi con la forza pubblica, mentre alla pubblica amministrazione spetta l’obbligo di predisporre tutti i mezzi necessari affinché le decisioni dei tribunali trovino effettiva attuazione.

Il passaggio più rilevante riguarda la gestione dei ritardi. La presenza di minori o di soggetti vulnerabili, così come le difficoltà nell’attivazione dei servizi sociali, non costituiscono un’esimente automatica. Possono giustificare un differimento, ma solo entro limiti ragionevoli. Quando invece i tempi si dilatano senza una prospettiva concreta di soluzione, la responsabilità resta in capo al Ministero dell’Interno.

La Cassazione individua con chiarezza il nodo: l’inerzia o l’insufficiente organizzazione delle forze di polizia nel garantire il supporto all’ufficiale giudiziario rappresentano elementi di colpa. Non si tratta di eventi eccezionali o inevitabili, ma di deficit strutturali che lo Stato è chiamato a colmare.

La pronuncia si inserisce in un contesto segnato da migliaia di esecuzioni sospese o rinviate per mesi, talvolta anni, con effetti diretti sui diritti dei proprietari e sulla credibilità stessa della giurisdizione. Se una sentenza non viene eseguita, sottolinea implicitamente la Corte, il sistema perde efficacia.

Il richiamo è dunque duplice: da un lato all’efficienza operativa degli uffici, dall’altro alla responsabilità politica e amministrativa del Viminale. Non basta riconoscere un diritto, occorre renderlo effettivo.

In prospettiva, la decisione potrebbe aprire la strada a contenziosi risarcitori nei confronti dello Stato da parte di chi abbia subito ritardi ingiustificati nell’esecuzione degli sgomberi. Un rischio che rende ancora più urgente una riorganizzazione delle procedure e delle risorse.

Il presidente della Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha commentato: “Siamo soddisfatti per i proprietari ma non per i cittadini italiani, costretti a contribuire con le proprie tasse per porre rimedio ad anni di lassismo irresponsabile che il Governo Meloni e il Ministro Piantedosi hanno opportunamente interrotto. Le occupazioni vanno anzitutto prevenute e comunque represse. Per tutelare il diritto di proprietà, per ragioni di sicurezza e decoro, ma anche per salvaguardare i contribuenti”.

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