Anno: XXVIII - Numero 36    
Giovedì 18 Febbraio 2026 ore 14:00
Resta aggiornato:

Home » NON C’È PIÙ L’UNITÀ POLITICA DEI CATTOLICI

NON C’È PIÙ L’UNITÀ POLITICA DEI CATTOLICI

Se non vogliamo che le singole comunità ecclesiali si dividano su questioni esclusivamente di natura politica, sarebbe opportuno che i vari prelati, sacerdoti e parrocchie non si schierino a favore del sì o del no, così come indicato dalla Cei.

NON C’È PIÙ L’UNITÀ POLITICA DEI CATTOLICI

L’unità politica dei cattolici, a scanso di equivoci, non è mai stata un dogma. Ma, molto più semplicemente, era il frutto concreto di una precisa stagione storica e politica del nostro paese. Una stagione che vedeva la contrapposizione frontale tra quasi due modelli di civiltà. Uno interpretato dai valori occidentali e, in Italia, incarnato e interpretato a livello politico dalla Democrazia Cristiana e dai partiti laici alleati di governo e, sul fronte opposto, il più grande partito comunista dell’Occidente, il vecchio e glorioso Pci. Quella stagione, però, è finita definitivamente oltre 30 anni fa. E, per l’esattezza, alcuni anni prima del tramonto della stessa Dc, cioè dopo il crollo del muro di Berlino.

Ora, e per tornare all’oggi, il pluralismo politico ed elettorale dei cattolici italiani è un dato di fatto. Consolidato e acquisito da molto tempo. Con una Chiesa che, altrettanto legittimamente e correttamente, parlando di scelte politiche non assume posizioni di parte. Per queste ragioni, ormai note da tempo, ha fatto notizia che qua e là nel nostro paese alcuni prelati e alcune parrocchie hanno organizzato iniziative a favore del No in vista del prossimo referendum costituzionale sulla giustizia. Ora, è pur vero che ognuno vota ciò che vuole e come vuole. Come, del resto, non possiamo e non dobbiamo dimenticare che la stessa CEI in una recente nota stampa – anche se dopo un intervento del presidente della stessa CEI, il card. Zuppi, che era stato interpretato da molti organi di informazione come un esplicito invito a votare No da parte della Chiesa italiana – ha ribadito che la Chiesa italiana non dà indicazioni di voto concreto e specifico in vista del referendum sulla giustizia ma si limita ad invitare, e giustamente, i cattolici a recarsi alle urne.

Eppure, malgrado queste precise posizioni e rassicurazioni, notizie di stampa comunicano che in molte realtà ecclesiali c’è un esplicito appoggio politico alle scelte di partito e di schieramento che appoggiano il No al referendum di marzo. Come ovvio, posizione legittima ma che, al contempo, non può non nascondere un problema, peraltro non secondario. E cioè, se di fronte a un radicato e acquisito pluralismo politico ed elettorale dei cattolici, se dopo il tramonto – per il momento non reversibile – di partiti e movimenti riconducibili alla tradizione e alla cultura del cattolicesimo politico, popolare e sociale e se, infine, l’insegnamento della Chiesa è finalizzato a non far prevalere una singola parte politica a scapito delle altre, stupisce alquanto che nascano qua e là iniziative mirate a sostenere un quesito referendario contro un altro con precise ragioni politiche e di schieramento.

Ecco perché, se non vogliamo regredire verso una stagione che tutti pensavano fosse ormai consegnata alla storia e se non vogliamo che le singole comunità ecclesiali si dividano su questioni esclusivamente e principalmente di natura politica, forse sarebbe opportuno che i vari prelati, sacerdoti e parrocchie assumano una posizione in sintonia con quello che ha detto la CEI in quella recente nota stampa che non prevede alcun sostegno politico a singoli partiti o schieramenti. Perché se così non fosse, dovremmo prendere amaramente atto che ci sono vescovi o parroci o parrocchie o diocesi che parlano prevalentemente, e se non quasi esclusivamente, ai cattolici di sinistra o di destra. Con tanti saluti all’unità della comunità ecclesiale. A volte, anche dal comportamento concreto di fronte a un singolo quesito referendario, si capiscono molte più cose dell’insegnamento che ci viene impartito tutti i giorni.

di Giorgio Merlo su Huffpost

 

.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter!Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e libri inerenti la tua professione.

ISCRIVITI

Altre Notizie della sezione

SANITÀ POCA TRASPARENZA E OBIETTIVI RIVISTI AL RIBASSO.

SANITÀ POCA TRASPARENZA E OBIETTIVI RIVISTI AL RIBASSO.

17 Febbraio 2026

Missione Salute: tre target centrati al 31 dicembre 2025 per incassare la IX rata. Ma mancano dati pubblici, gli obiettivi sulla digitalizzazione degli ospedali sono stati ridimensionati e sul Fascicolo sanitario elettronico restano ambiguità.

Archivio sezione

Commenti


×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.