MEDICI DI FAMIGLIA, FINALMENTE IL CONTRATTO 2022–2024.
Approvato in Conferenza Stato-Regioni il rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale dei Mmg: aumenti medi del 5,78% e integrazione nelle Case di Comunità.
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È stato definitivamente approvato in Conferenza Stato-Regioni il rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale 2022–2024 della medicina generale, che prevede un aumento salariale medio del 5,78% per circa sessantamila medici di medicina generale e un ulteriore rafforzamento dell’integrazione nelle Case di Comunità. Il via libera arriva dopo l’approvazione dell’ipotesi di accordo in Sisac il 5 novembre e il parere favorevole della Corte dei conti.
Il nuovo contratto introduce adeguamenti coerenti con il progressivo inserimento dei medici convenzionati nell’organizzazione delle nuove strutture territoriali, in linea con il percorso di riorganizzazione dell’assistenza previsto dal modello delle Case di Comunità.
“Ci eravamo ripromessi di chiudere rapidamente questo rinnovo e lo abbiamo fatto”, ha dichiarato Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità. “La priorità era dare una prima risposta ai tanti medici di prossimità che attendevano un adeguamento salariale, per poi concentrarci sugli aspetti di maggiore complessità nella tornata contrattuale 2025-2027, su cui siamo già al lavoro”.
Secondo Alparone, l’intesa rappresenta anche un passaggio verso un modello multiprofessionale e multidisciplinare della medicina territoriale. “I medici di famiglia rappresentano un punto di accesso fondamentale alla cura. Con l’accordo di oggi andiamo verso il riconoscimento di un assetto capace di rispondere ai nuovi bisogni di salute in coerenza con il nuovo modello della sanità territoriale”, ha spiegato.
La conclusione rapida della trattativa, ha aggiunto il presidente del Comitato di settore, è stata favorita da una cornice negoziale concentrata sugli aspetti economici e sull’aggiornamento di alcuni istituti contrattuali, anche alla luce delle modifiche normative intervenute.
Dal sindacato Fimmg, il segretario generale Silvestro Scotti ha sottolineato l’importanza dell’entrata in vigore dell’accordo: “Avevamo chiesto che la questione venisse affrontata in questa prima seduta della Conferenza Stato-Regioni perché era indispensabile rendere esigibili le nuove regole e i nuovi strumenti previsti dall’ACN; strumenti che incidono sull’organizzazione dell’assistenza territoriale e sulla capacità del Servizio sanitario di rispondere ai bisogni dei cittadini”.
Scotti ha inoltre richiamato la necessità di aprire rapidamente il confronto sul prossimo triennio contrattuale: “Ora è necessario emanare subito il nuovo Atto di indirizzo per puntare alla definizione e all’approvazione dell’ACN 2025-2027 entro giugno”.
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