I COMMERCIALISTI BOCCIANO IL DL IMPRESE SUL FISCO
Miani, auspicio era blocco generale versamenti fino 30 settembre
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Troppo corto il periodo di sospensione dei versamenti, e pesa pure la “eccessiva prossimità della data di ripresa della riscossione dei versamenti sospesi e del relativo periodo di rateazione”, mentre c’è una “ulteriore complessità normativa”: è negativo il giudizio del presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Massimo Miani sulla parte fiscale del decreto legge imprese. In particolare, osserva la guida dell’Ordine professionale, “per i soggetti in contabilità ordinaria che determinano i ricavi in base al principio di competenza questo si traduce nella necessità di effettuare le scritture di assestamento che normalmente si effettuano una volta all’anno in sede di redazione del bilancio per quattro volte in due mesi, con buona pace della semplificazione. Il riferimento al fatturato avrebbe certamente agevolato la verifica delle condizioni previste dalla legge”. Ecco perché, incalza Miani, “avevamo auspicato un blocco generalizzato dei versamenti fino al 30 settembre, che comprendesse non solo i versamenti periodici di Iva, ritenute, contributi previdenziali e premi assicurativi, ma anche quelli relativi alle dichiarazioni dei redditi e Irap che scadono il 30 giugno. Fu fatto l’anno scorso a causa dell’introduzione dei nuovi Isa, non vedo come non si possa fare quest’anno in presenza di una situazione emergenziale di queste dimensioni, con problemi di liquidità che non saranno certo ancora risolti e con la programmazione del lavoro nei nostri studi che a questo punto è completamente saltata”, si legge nella nota dei commercialisti italiani.
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