GRECO (CNF) E TANGO (ANM): AL VIA PERCORSO DI RIFORMA
L’incontro durante la visita di una delegazione del Csm, guidata da Fabio Pinelli, alla Corte di appello di Palermo.
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Il presidente del Consiglio nazionale forense, Francesco Greco, ed il neo presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Tango, hanno “pubblicamente manifestato la volontà comune di collaborare attivamente all’avvio di un percorso di riforma della giustizia, sui temi dell’efficienza e della capacità di dare risposte ai cittadini”. In una nota si spiega che la posizione è stata espressa in occasione della visita di una delegazione del Consiglio superiore della magistratura, guidata dal vicepresidente Fabio Pinelli, al distretto della Corte di Appello di Palermo.
“Occorre un patto per la giustizia”, ha detto il presidente del Cnf, Francesco Greco, richiamando la proposta già avanzata in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario in Cassazione dello scorso gennaio. “Serve un confronto stabile e costruttivo tra avvocatura e magistratura, nell’interesse del buon funzionamento della giustizia e della tutela dei diritti dei cittadini”, ha continuato.
Tango faceva già parte della Giunta esecutiva centrale, ricoprendo il ruolo di responsabile dell’ufficio sindacale. Ed era stato già presidente della Giunta esecutiva sezionale di Palermo, ricevendo 688 voti alle ultime elezioni per il rinnovo del Comitato direttivo centrale dell’Anm, risultando il più votato. E’ stato eletto dal direttivo dell’associazione dopo le dimissioni di Cesare Parodi per motivi personali. 31 i voti ricevuti dal neo-presidente, con una scheda bianca.
Sul piano internazionale poi il Presidente Greco ha definito “un fatto gravissimo” l’arresto, “nel pieno della guerra che coinvolge l’Iran”, di Nasrin Sotoudeh, avvocata e storica difensora dei diritti umani. “Chiediamo alle istituzioni europee – ha proseguito – di intervenire subito per chiarire le ragioni del fermo e attivare ogni canale diplomatico utile, affinché tutto avvenga nel pieno rispetto delle norme del diritto internazionale. Neppure in un contesto di guerra possono essere sospesi arbitrariamente i diritti fondamentali e le garanzie di difesa. Colpire chi difende i diritti umani significa colpire il cuore stesso dello Stato di diritto”. Greco nel 2023, nel corso del congresso straordinario forense, conferì all’avvocata iraniana il Premio dell’Avvocatura italiana per l’impegno profuso in favore del rispetto dei diritti umani e per le libertà delle donne.
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