EUTANASIA ALL’ITALIANA CONSUMATA A LODI
Non ci sono molte parole da aggiungere. I fatti di ieri, oggi e di domani sono stati, sono e saranno espliciti, nella loro violenza mescolata a compassione e realtà.
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A Milano si è consumato (1) l’ennesimo episodio di eutanaisa all’italiana (2). Una donna di 64 anni ha ucciso il proprio compagno con cui viveva da 40 anni, malato da tempo per le conseguenze di un ictus, e poi si è autodenunciata alle autorità di polizia.
Questo è uno dei tanti episodi che emergono, perché altro metodo “italiano” compassionevole, ma che non ha eco mediatica, è la complicità coraggiosa di medici, e non solo, nei confronti di persone che implorano di porre fine alla loro vita sofferente.
Accade in un Paese dove l’84% sarebbe favorevole alla legalizzazione dell’eutanasia (3). Mentre il legislatore intende rispondere (4) con una legge specchio di cattiveria umana e istituzionale. Due sentenze della Corte Costituzionale hanno indicato al legislatore di sancire il diritto individuale, ma la maggioranza dei Palazzi le ignorano, prevedendo il diritto solo per chi è soggetto a cure palliative, senza supporto del SSN e la valutazione di un comitato di nomina governativa per chi avrebbe potuto istigare al suicidio.
Non ci sono molte parole da aggiungere. I fatti di ieri, oggi e di domani sono stati, sono e saranno espliciti, nella loro violenza mescolata a compassione e realtà.
Certo… la Chiesa cattolica, le ideologie dei legislatori, le deformazioni mediatiche, i dottor morte, i paladini dei diritti mortali… questo e altro ancora. Di fronte ad ogni tragedia l’essere umano è ad arte capace di cavalcare, subire, modificare, sublimare, accettare, ignorare, giocare d’ipocrisia, pregare in attesa e prostrandosi al volere del divino… gli stessi che, a fronte dell’odierno episodio milanese, si girano dall’altra parte e valorizzano le stragi di umani e di diritto. Quindi: complici!
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