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Digitalizzazione in forte ritardo

Conte chiude il Forum PA Impegno del Governo nella alfabetizzazione digitale, efficienza dei servizi pubblici e gestione dei dati

Digitalizzazione in forte ritardo

Il terzo e ultimo giorno di Forum PA 2019, al Convention Center “La Nuvola” di Roma, si chiude con l’intervento del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella giornata dedicata al tema della digitalizzazione del Paese Nel campo della cultura digitale l’Italia sconta ancora un gap importante rispetto ad altri paesi Ue. “Proseguire con l’azione di digitalizzazione già avviata è estremamente complesso perché il processo deve essere accompagnato da un serio intervento volto a ridurre il divario di competenze, attraverso un’educazione digitale inclusiva, che coinvolga non solo la scuola, ma anche altre istituzioni, compresi i media, in grado di collaborare nella alfabetizzazione digitale”. Il premier ha inoltre ricordato che “le tecnologie digitali stanno trasformando l’economia e la società con tempi e modalità del tutto nuove, con esiti irreversibili e spesso non prevedibili. Il Governo e le pubbliche amministrazioni devono sapersi adattare alla trasversalità e alla complessità di quella che sembra essere un’autentica ‘metamorfosi’, che tocca varie dimensioni e rimette in discussione principi e istituti, nel campo del lavoro, dell’istruzione, della fiscalità, del commercio, della sicurezza, modificando profondamente il ruolo dello Stato e dell’amministrazione.  Con particolare riguardo al lavoro – ha inoltre proseguito – occorre considerare che una quota significativa di posti di lavoro è a rischio di automazione e, contestualmente, è notevolmente accresciuto il divario salariale a vantaggio dei lavoratori con competenze digitali più avanzate. Certamente, occorre il massimo impegno per favorire una formazione, anche digitale, adeguata alle mutate esigenze del lavoro”.  Quanto infine all’e-government, “la pubblica amministrazione del presente e del futuro non è solo quella dei servizi pubblici digitali efficienti, ma anche una pubblica amministrazione ‘dei dati’ – conclude il premier – Benché il settore pubblico sia il più grande produttore di dati, mancano purtroppo organizzazione e metodologia per sfruttare l’abbondanza dei dati prodotti e raccolti. Una migliore gestione di questi dati potrebbe supportare i decisori istituzionali e i dipendenti pubblici. L’azione pubblica potrebbe essere più efficacemente orientata a comprendere in modo accurato le istanze dei cittadini, a prevedere nuovi bisogni, a elaborare innovativi strumenti di policy, a monitorare le iniziative intraprese e le risorse impegnate, valutandone con oggettività i risultati. I dati possono diventare quindi un asset essenziale per il Governo, guidando il processo decisionale in termini di maggiore strategia e operatività”.

 

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