COMMERCIALISTI E CONSULENTI: LA CONTESA SUI BILANCI
Competenze, interessi e trasparenza finiscono al centro della partita.
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Il Ddl Concorrenza rischia di trasformare una modifica apparentemente tecnica in una delle più aspre guerre tra professioni. La norma che apre ai Consulenti del Lavoro il deposito dei bilanci presso il Registro delle imprese ha infatti fatto saltare gli equilibri tra le categorie e acceso un fronte politico che chiama direttamente in causa la ministra del Lavoro Marina Calderone. Non è più soltanto una questione di chi possa trasmettere telematicamente un bilancio già approvato: sul tavolo ci sono i confini delle competenze professionali, il peso delle rappresentanze ordinistiche e, soprattutto, la necessità di chiarire fino in fondo le ragioni di una scelta che coinvolge una categoria alla quale la ministra ha dedicato 17 anni della propria storia istituzionale.
La reazione dei Consulenti del Lavoro è arrivata immediata e compatta. I presidenti dei Consigli provinciali dell’Ordine hanno respinto al mittente le accuse del presidente dei commercialisti e degli esperti contabili, Elbano de Nuccio, che aveva definito “inaccettabile” l’estensione della facoltà. Per la categoria non esiste alcuna invasione di campo: esisterebbe, al contrario, un vulnus dell’ordinamento da colmare, perché il deposito sarebbe un adempimento successivo alla formazione e all’approvazione del bilancio e non comporterebbe alcuna esclusiva sulla sua redazione o certificazione.
È qui che lo scontro diventa sostanziale. I Consulenti del Lavoro rivendicano competenze che, sostengono, non possono più essere ricondotte esclusivamente all’amministrazione del personale. Contabilità, adempimenti fiscali e tributari, dichiarazioni, visti di conformità, asseverazioni, procedure di crisi e insolvenza, organi di controllo e certificazioni sono ormai parte del perimetro operativo della professione nei casi previsti dalla legge. Da questa realtà la categoria fa discendere una domanda precisa: se un professionista può intervenire su questi segmenti dell’attività d’impresa, perché dovrebbe essere escluso dalla semplice trasmissione di un bilancio già approvato?
Ma i commercialisti contestano proprio questo salto logico. Il bilancio non è un documento qualsiasi: rappresenta la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società e il suo deposito è tradizionalmente inserito nell’ambito delle competenze delle professioni contabili. Per Elbano de Nuccio l’estensione prevista dal Ddl Concorrenza è dunque una scelta che merita una valutazione approfondita sul piano tecnico e professionale.
La norma è contenuta nell’articolo 13 dello schema del Ddl annuale per il mercato e la concorrenza 2026 e modifica la legge n. 340 del 2000, inserendo gli iscritti all’Albo dei Consulenti del Lavoro tra i professionisti autorizzati al deposito dei bilanci presso il Registro delle imprese. Attualmente il deposito può essere effettuato dagli amministratori delle società oppure, per loro conto, dai professionisti abilitati previsti dalla normativa.
La questione, però, ha un retroterra preciso. L’estensione era già stata inserita nel rapporto “Le Semplificazioni possibili”, presentato nel marzo 2023 dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, tra le proposte per alleggerire gli adempimenti a carico di professionisti e imprese. E già nel dicembre dello stesso anno erano stati presentati in Parlamento emendamenti nella medesima direzione.
È proprio la sovrapposizione tra il contenuto della norma e la storia istituzionale della ministra ad aver trasformato la vicenda in un caso politico. Calderone ha presieduto il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro dal 2005 al 2022; dopo il suo ingresso al Governo, la presidenza è passata al marito Rosario De Luca. Il materiale richiama inoltre la cessione al marito del 50% della società “Calderone & De Luca srl”, attiva nella consulenza del lavoro. Sono circostanze utilizzate dalle opposizioni per sollevare interrogativi sul conflitto di interessi, interrogativi che la stessa ministra e il Governo sono chiamati a chiarire sul piano istituzionale.
La senatrice del Pd Susanna Camusso ha chiesto il ritiro della norma e ha annunciato un’interrogazione parlamentare, sostenendo che il Governo debba spiegare quali ragioni di interesse pubblico e quali competenze professionali giustifichino l’estensione. La sua contestazione investe dunque non soltanto il merito della disposizione, ma anche il rapporto tra decisione pubblica e interessi delle categorie coinvolte.
Dal centrodestra, Andrea de Bertoldi, presidente di Lcd e deputato della Lega in Commissione Finanze, ha espresso a sua volta perplessità sulla disposizione, condividendo le osservazioni di de Nuccio e chiedendo a Governo e Parlamento di approfondirne gli effetti insieme alle professioni interessate. Il punto, secondo il parlamentare, riguarda le competenze necessarie e le garanzie da assicurare alle imprese.
Il confronto è quindi destinato ad arrivare in Parlamento con una posta in gioco molto più alta di quella indicata dalla semplice modifica di una norma. Da una parte c’è la richiesta dei Consulenti del Lavoro di vedersi riconosciuta una facoltà che considerano coerente con l’evoluzione della professione; dall’altra i commercialisti difendono un ambito che ritengono strettamente legato alle proprie competenze contabili e societarie.
La vera partita, ora, è sulla trasparenza della scelta. Se il Governo considera il deposito del bilancio un adempimento compatibile con le competenze dei Consulenti del Lavoro, dovrà spiegare fino in fondo le ragioni tecniche della modifica. Se invece il Parlamento riterrà necessario delimitare diversamente le competenze, il confronto dovrà avvenire alla luce delle responsabilità effettive delle diverse professioni. In mezzo resta una domanda politica che nessuna delle parti può eludere: chi ha scritto questa norma, per quale esigenza e quali interessi generali intende tutelare?
Ddl Concorrenza, perché la norma solleva il conflitto d’interessi per la ministra Calderone
Il Ddl Concorrenza approvato dal CdM allarga ai consulenti del lavoro la possibilità di depositare i bilanci delle imprese. Una competenza oggi riservata ai commercialisti. Il nodo riguarda il passato della ministra del Lavoro, per 17 anni alla guida dell’Ordine della categoria, il cui presidente oggi è il marito.
C’è un passaggio del nuovo Ddl Concorrenza che coinvolge direttamente la ministra del Lavoro Marina Calderone e il mondo delle professioni. Secondo quanto ricostruito dal Foglio, il provvedimento approvato il 23 luglio e non ancora trasmesso al Parlamento prevede di estendere anche ai consulenti del lavoro la possibilità di depositare i bilanci delle società presso il Registro delle imprese. La misura interviene su una competenza oggi attribuita ai commercialisti e agli esperti contabili, riaprendo uno scontro tra le categorie professionali.
Ma c’è un ulteriore elemento: alla guida del ministero del Lavoro c’è Marina Calderone, che prima di entrare nel governo ha presieduto il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro dal 2005 al 2022. Dopo il suo ingresso nel governo, la presidenza dell’Ordine è passata a Rosario De Luca, suo marito. Il Foglio evidenzia inoltre che Calderone ha ceduto al marito il 50% della società “Calderone & De Luca srl”, attiva proprio nel settore della consulenza del lavoro.
COSA PREVEDE IL DDL CONCORRENZA
Il punto centrale è contenuto nell’articolo 13 dello schema del ddl annuale per il mercato e la concorrenza 2026. La disposizione modifica la legge 340 del 2000, inserendo gli iscritti all’albo dei consulenti del lavoro tra i professionisti autorizzati al deposito dei bilanci delle imprese presso il Registro delle imprese. In sostanza, verrebbe aggiunto l’albo dei consulenti del lavoro.
La questione non è soltanto formale. Il deposito dei bilanci riguarda documenti che rappresentano la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica delle società e coinvolge competenze contabili, fiscali e societarie. Il Foglio contesta la scelta del governo su un piano tecnico, osservando che il nucleo della professione dei consulenti del lavoro riguarda invece soprattutto amministrazione del personale, previdenza e assistenza sociale.
Il quotidiano diretto da Claudio Cerasa mette inoltre in discussione la giustificazione della semplificazione. “Se l’obiettivo fosse semplicemente rendere più semplice la trasmissione dei documenti” – scrive Il Foglio – “la questione potrebbe essere posta in termini molto più ampi”. Da qui la definizione della “semplificazione” come possibile “nome più presentabile dato a una guerra di confini personali”.
CHI DEPOSITA I BILANCI
Il deposito dei bilanci al Registro delle imprese è un adempimento che viene oggi effettuato dagli amministratori delle società oppure, per conto loro, da professionisti abilitati. La normativa attualmente in vigore consente l’intervento di commercialisti, ragionieri e periti commerciali, oltre agli esperti contabili iscritti nei relativi albi. La documentazione viene trasmessa telematicamente alle Camere di commercio attraverso il sistema del Registro delle imprese.
IL RISCHIO SCONTRO CON I COMMERCIALISTI
La disposizione rischia anche di riaprire il confronto tra professioni. Oggi il deposito dei bilanci è collegato alle competenze dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. L’ingresso dei consulenti del lavoro allargherebbe invece la platea dei professionisti abilitati.
Non è la prima volta che il Parlamento affronta la questione: nel dicembre 2023 i senatori di Forza Italia Claudio Lotito e Mario Occhiuto avevano presentato emendamenti diretti nella stessa direzione. Le proposte avevano incontrato l’opposizione delle associazioni rappresentative dei commercialisti e non erano state approvate. Oggi, il Ddl Concorrenza torna al centro dell’agenda di governo con una differenza sostanziale: questa volta la norma arriva direttamente dall’interno di un disegno di legge dell’esecutivo e il ministero del Lavoro è guidato da una ministra che per quasi due decenni ha rappresentato istituzionalmente la categoria interessata.
IL PRECEDENTE DEL 2023
La modifica inserita nel Ddl non nasce nel 2026. Il tema era già stato avanzato dalla categoria dei consulenti del lavoro. A marzo 2023 il Consiglio nazionale dell’Ordine presentò al Senato il rapporto “Le Semplificazioni possibili”, un documento con 54 proposte in materia di lavoro, legislazione sociale e semplificazione amministrativa. Il dossier nasceva con l’obiettivo di individuare interventi per agevolare l’attività di professionisti e imprese.
Tra le proposte contenute nel rapporto figurava, tra le altre, l’estensione ai consulenti del lavoro della possibilità di occuparsi del deposito dei bilanci presso il Registro delle imprese. Il documento venne presentato quando alla presidenza del Consiglio nazionale dell’Ordine c’era già il marito della ministra, Rosario De Luca.
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