Confprofessioni delusa dalla manovra 2020
Stella apre il congresso della confederazione, 'noi fuori da industria 4.0'
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Nella Legge di Bilancio 2019 “venne inserita una norma che avrebbe esteso, dal 2020, il regime della ‘flat tax’ ai professionisti con compensi fino a 100.000 euro” un provvedimento che, “finalmente, avrebbe consentito a moltissimi professionisti di crescere e di investire nella propria attività, che avrebbe permesso a molti giovani di trovare spazio in un mercato sempre più ristretto”, ma “non è andata esattamente così: la sorpresa è contenuta nella manovra di Bilancio per il 2020, e ha il sapore di una beffa”, e “ci rimane l’amaro in bocca per una manovra che ha come unico obiettivo quello di ‘fare cassa’, mettendo le mani nelle tasche dei liberi professionisti”. A dichiararlo il presidente di Confprofessioni Gaetano Stella, nella relazione di apertura del congresso della confederazione, oggi, a Roma. “Non è tanto quello che sta scritto nella futura Legge di Bilancio, quanto piuttosto quello che non c’è scritto a provocarci quella spiacevole sensazione di non essere compresi dalla politica”, visto che, “da anni, chiediamo alle Istituzioni l’urgenza di interventi di sostegno allo sviluppo del nostro settore: mancano norme per favorire lo sviluppo infrastrutturale degli studi professionali, a cominciare dall’incentivazione dei processi di aggregazione tra giovani professionisti, latitano interventi per favorire il welfare dei lavoratori autonomi e delle loro famiglie, anche promuovendo l’accesso a forme mutualistiche di sanità integrativa”, ha spiegato. “Una manovra che ignora il diritto dei professionisti ad accedere ai benefici di Industria 4.0, disattendendo quella parità con le Piccole e medie imprese (Pmi) prevista a livello europeo”, ha concluso Stella.
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