CNPR. BILANCIO DI GENERE PER UNA MAGGIORE EQUITÀ
“Questo documento rappresenta una tappa fondamentale nel percorso verso una maggiore equità, inclusività e consapevolezza all’interno della Cassa Ragionieri.
Non si tratta soltanto di numeri o di statistiche, ma di una visione. Una visione che mette al centro il valore delle persone, delle competenze e delle pari opportunità, superando stereotipi e squilibri che ancora oggi, troppo spesso, condizionano il mondo del lavoro e delle professioni” così il Presidente della Cassa di previdenza dei Ragionieri, Luigi Pagliuca, nella presentazione del primo Bilancio di Genere.
“Il Bilancio di Genere – prosegue Pagliuca – è per noi uno strumento strategico: serve a leggere la realtà in modo più completo, a individuare criticità e potenzialità, a costruire politiche più giuste e sostenibili. È una base solida su cui impostare azioni concrete, orientate al benessere delle persone e alla valorizzazione del contributo femminile all’interno della nostra comunità professionale”.
Per la Consigliera d’amministrazione della Cnpr Michela Benna “Si tratta di un documento articolato, elaborato con il supporto delle linee guida del CPO nazionale, che desidero ringraziare. Rappresenta uno strumento innovativo e indipendente, capace di restituire una fotografia puntuale della Cassa. Pur collocandosi oltre il perimetro strettamente contabile, il ‘bilancio’ raccoglie e analizza dati reddituali, volumi d’affari e prestazioni erogate, letti in chiave di genere, generazionale e territoriale”.
“L’obiettivo è avviare un percorso permanente, integrando la prospettiva di genere nei processi di governance, nella programmazione delle prestazioni, nella comunicazione e nella formazione, rafforzando al contempo gli strumenti di conciliazione tra vita professionale e personale. Auspicio è che questo appuntamento possa orientare le scelte dell’Ente e consolidare la fiducia di chi esercita l’attività professionale, coniugando la sostenibilità dell’istituto con quella di ogni singola persona iscritta”.
CHE COSA RAPPRESENTA IL BILANCIO DI GENERE PER UNA CASSA DI PREVIDENZA
I VANTAGGI DEL BILANCIO DI GENERE PER UNA CASSA DI PREVIDENZA
Ottimizzazione delle politiche contributive e previdenziali
Il bilancio di genere permette di analizzare l’impatto delle regole previdenziali su donne e uomini, evidenziando discontinuità contributive (es. maternità, part-time, carichi di cura), penalizzazioni nei requisiti o nei coefficienti, e gap pensionistici. Questo consente di progettare interventi correttivi mirati.
Analisi puntuale della platea iscritta
Distingue dati anagrafici, reddituali e previdenziali per genere, età, area geografica e settore, favorendo una migliore segmentazione della popolazione iscritta. Così la Cassa può modellare prodotti e servizi più adatti.
Rafforzamento della legittimazione istituzionale
Mostra che la Cassa è attenta all’equità e alla sostenibilità sociale, allineata ai principi costituzionali e alle direttive europee, rafforzando la fiducia della base iscritta e il dialogo con istituzioni e stakeholder.
Strumento di prevenzione del contenzioso
Mappare eventuali diseguaglianze sistemiche può ridurre i rischi di ricorsi legali per discriminazioni in dirette o trattamenti ingiustificati. Prevenzione è meglio che contenzioso.
Supporto alla sostenibilità a lungo termine
Le carriere femminili più brevi e discontinue hanno un effetto depressivo sui saldi previdenziali futuri. Il bilancio di genere aiuta a simulare scenari demografici e contributivi più realistici.
Vantaggio competitivo nella comunicazione istituzionale
Essere tra le prime Casse a dotarsi di questo strumento consente di posizionarsi come innovatori, generare impatti positivi di immagine e raccontare con dati concreti le azioni per le pari opportunità.
l contesto preso in considerazione va dal 2014 al 2024 e presenta l’analisi dei dati relativi alle associate e agli associati, includendo quelli relativi alle prestazioni assistenziali. Nel capitolo successivo sono rappresentati i dati reddituali e pensionistici.
QUADRO GENERALE [RAFFRONTO TRA 2014-2023]
2014 – Popolazione iscritta, in totale 29.690- 8.481 donne iscritte e 495 donne pensionate iscritte per un totale di 8.976 donne; – 17.500 uomini iscritti e 3.214 uomini pensionati iscritti, per un totale di 20.714 uomini iscritti.
Il genere meno rappresentato – e cioè le donne – era il 32,64% iscritte e il 13,34% del totale delle pensionate iscritte.
2023 – Popolazione iscritta, in totale 26.875- 8468 donne iscritte e 18.407 uomini.
Il genere meno rappresentato è sempre quello femminile e la percentuale per le iscritte non pensionate è pari al 33,62 mentre le pensionate iscritte sono pari al 19,29 del totale.
Il confronto generazionale mette in evidenza le percentuali di presenza femminile e maschile, tenendo conto nel complesso della diminuzione della popolazione iscritta di 2815 unità.
In sintesi
- Le donne restano il genere meno rappresentato.
- La rappresentanza femminile, tuttavia, migliora lentamente, specialmente tra le iscritte attive.
- La popolazione generale iscritta si sta riducendo sensibilmente, con un calo più accentuato negli uomini.
- È necessario un intervento mirato per accelerare il riequilibrio, specialmente sul fronte pensionistico, per garantire una reale equità di genere nel lungo periodo
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