Pct e algoritmi: serve chiarezza e responsabilità istituzionale condivisa
Aiga chiarisce aggiornamenti su cifratura e depositi telematici, rassicurando avvocati e sollecitando informazioni corrette, aggiornamenti software tempestivi e maggiore coordinamento istituzionale continuo.
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L’Associazione Italiana Giovani Avvocati, facendo seguito al comunicato del 23 gennaio, nel quale si dava atto dell’aggiornamento dei Sistemi informatici di Area Civile disposto dal Ministero, relativo agli algoritmi di cifratura dei contenuti della busta telematica (Atto.msg), alla luce di recenti circolari emanate da alcuni Uffici giudiziari, con richiesta agli avvocati di ‘verificare l’algoritmo di cifratura utilizzato dal proprio dispositivo di firma digitale’, interviene al fine di chiarire la situazione in favore dei Colleghi.
La circolare del 16.12.2025 del Ministero di Giustizia sull’introduzione dell’algoritmo di cifratura AES256 era rivolta alle software house che gestiscono applicativi di deposito telematico (cd. imbustatori). A supporto dei Colleghi, il Dipartimento AI e processi telematici ha avviato un confronto con le principali software house operanti sul mercato nazionale, le quali hanno confermato di aver già provveduto all’adeguamento dei propri applicativi a partire dal mese di gennaio.
I Colleghi dovranno premurarsi solo di aver aggiornato/installato l’ultima versione dell’applicazione di firma digitale e autenticazione verso i servizi del Ministero di Giustizia collegata al proprio applicativo di deposito telematico (ad es. DsigService).
Non sarà necessaria, invece, alcuna verifica in merito al proprio dispositivo di firma digitale.
Si rammenta, infatti, che, a far data dal 31 marzo p.v., il mancato aggiornamento degli applicativi determinerà un errore bloccante (cd. Fatal) del deposito, con relativa impossibilità di lavorazione da parte della Cancelleria. Si consiglia, pertanto, di effettuare i depositi con congruo anticipo, così da poter risolvere eventuali anomalie senza incorrere in decadenze processuali.
Va precisato altresì che, in base alla circolare del Ministero della Giustizia, il mancato adattamento al nuovo algoritmo di cifratura comporta errore FATAL del deposito già a partire dal 17 febbraio u.s., ma alcuni uffici giudiziari hanno adottato proroghe locali, estendendo la fase in cui l’errore rientra nella categoria Warning, per favorire l’adeguamento graduale dei software.
Tutto ciò premesso, Aiga, nel riconoscere l’impegno profuso dal Ministero della Giustizia e dagli Uffici giudiziari nel percorso di aggiornamento tecnologico, sottolinea l’esigenza che l’Avvocatura possa contare su informazioni complete, aggiornate e tecnicamente corrette in materia di processo civile telematico. L’Associazione continuerà a offrire la propria collaborazione nella prospettiva di un funzionamento sempre più efficiente e affidabile del sistema PCT.
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