Napoli e Rabat, dialogo forense come ponte di pace nel Mediterraneo
Venerdì scorso convegno e gemellaggio nella sala "De Marsico" di Castel Capuano.
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Si è tenuto venerdì scorso a Napoli, nella biblioteca “De Marsico” di Castel Capuano, lo storico legame tra l’Avvocatura italiana e quella marocchina.
Il convegno sull’insediamento degli avvocati del Mediterraneo e la conferma del gemellaggio tra l’Ordine degli avvocati di Napoli e l’Ordine degli avvocati di Rabat segnano una tappa fondamentale nel percorso di diplomazia giuridica tra le due sponde del mare.
L’incontro non è un atto isolato ma il frutto di un percorso di riavvicinamento iniziato durante il primo incontro tenutosi lo scorso novembre a Rabat.
Quell’appuntamento – sottolinea una nota – si svolse in un clima complesso, all’indomani di un periodo di rapporti poco sereni tra i rispettivi governi nazionali, dimostrando come le istituzioni forensi possano fungere da avanguardia per il dialogo anche quando i canali politici tradizionali appaiono congestionati.
Questo impegno della società civile e professionale ha trovato un riscontro decisivo lo scorso dicembre, con l’incontro tra il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e l’omologo del Regno del Marocco Abdellatif Ouahbi, in occasione della visita del Guardasigilli a Rabat.
In quell’occasione era stata rinnovata l’intenzione di rafforzare ulteriormente i programmi di collaborazione giudiziaria tra i due Paesi, in particolare in materia di trasferimento delle persone detenute e di assistenza giudiziaria nel settore penale.
Il programma è stato aperto dai saluti dei presidenti Carmine Foreste (Napoli) e Aziz Rouibah (Rabat), mira a trasformare questi intenti politici in azioni concrete per i professionisti. Focus sull’analisi dei percorsi per gli avvocati che operano tra Italia e Marocco, con un occhio di riguardo al futuro dei giovani legali nell’area mediterranea e un dibattito sul ruolo dell’avvocato come garante dei diritti civili in un contesto globale.
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