L’Aiga condanna le dimostrazioni dei magistrati.
I Giovani Avvocati pur riconoscendo il diritto di manifestare il proprio dissenso non si piò mettere a rischio il dovuto rispetto per le istituzioni.
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Durante la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario presso le Corti d’Appello, i magistrati, su iniziativa dell’ANM, hanno abbandonato le aule in segno di protesta, in concomitanza dell’intervento del Guardasigilli e/o di un suo rappresentante.
L’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA), pur riconoscendo il diritto di manifestare il proprio dissenso, ritiene che tali posizioni, più ideologiche che di sostanza, dovrebbero essere espresse in ambiti e modalità più appropriate, al fine di non compromettere il necessario equilibrio tra i poteri dello Stato. Solo così difatti, sarà possibile favorire un dialogo costruttivo, senza mettere a rischio il dovuto rispetto per le istituzioni.
L’iniziativa, che mira a portare all’attenzione pubblica le preoccupazioni della magistratura riguardo la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere recentemente approvata alla Camera, rischia infatti di apparire come una frattura istituzionale, compromettendo inevitabilmente la percezione della magistratura quale organo imparziale, neutrale e garante del rispetto delle regole democratiche.
Valori fondamentali, che devono sempre ispirare chi è chiamato ad amministrare la Giustizia in nome del popolo italiano e che stanno alla base proprio della proposta di riforma costituzionale la cui finalità è quella di dare piena attuazione al principio del giusto processo previsto dalla nostra Carta Costituzionale. Un giudice finalmente terzo e imparziale.
Nota Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di Mondoprofessionisti.
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