La Cassazione smentisce il giudizio dei giudici di Genova
I giudici avevano dato ragione a un giovane migrante “pizzicato” dai carabinieri con una carta d’identità senza microchip e quindi “falsa”
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Il microchip della carta di identità elettronica è “un elemento essenziale per la relativa funzione identificativa” e dunque se viene tolto vi è “una perdita di funzionalità che incide sul significato complessivo del documento stesso, modificandone la portata giuridica”.
È quanto stabilito ieri dai giudici della Suprema Corte di Cassazione che hanno accolto il ricorso della Procura di Genova contro la decisione dei giudici del Tribunale del Riesame di restituire la carta elettronica che era stata sequestrata a un giovane migrante.
I giudici avevano deciso di ridarla allo straniero sostenendo che “se i dati corrispondono, anche se viene tolto il chip, non vi è alterazione e dunque non è falsa”.
Di parere del tutto opposto i giudici della Corte di Cassazione.
Per gli ermellini, il documento di identità elettronico è stato realizzato per “elevare gli standard di sicurezza e affidabilità rispetto ai pericoli di contraffazione e clonazione”.
E in questa prospettiva oltre ai dati anagrafici e alla fotografia “assume rilievo fondamentale, ai fini dell’identificazione del titolare, il microchip all’interno del quale sono contenuti dati biometrici, come l’impronta digitale”.
Pertanto, il documento senza il microprocessore è alterato.
La vicenda risale a giugno. La carta d’identità priva del microchip era stata sequestrata allo straniero dai carabinieri, durante un controllo nella stazione ferroviaria di Rapallo.
Il giovane migrante era stato quindi accusato di falso.
Il suo legale difensore, però, aveva presentato ricorso sostenendo che il documento sarebbe stato “semplicemente deteriorato”.
Nell’area della Città Metropolitana di Genova, negli ultimi mesi, gli investigatori delle Forze dell’ordine hanno giustamente sequestrato decine di carte di identità elettroniche perché prive del microchip contactless.
Infatti, quello dell’asportazione dei microchip è un fenomeno in crescita in tutta Italia e rappresenta una nuova frontiera dei cybertruffatori
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