I penalisti cosentini “non le mandano a dire”.
La Camera Penale di Cosenza contro gli astenuti nelle votazioni per la giornata in ricordo degli errori giudiziari.
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Dopo il primo via libera della Camera alla Giornata nazionale dedicata alle vittime degli errori giudiziari, i penalisti cosentini attaccano Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi: «La presunzione di non colpevolezza è un valore irrinunciabile dello Stato di diritto»
La Camera Penale di Cosenza interviene con una nota dai toni netti dopo il voto della Camera dei deputati che ha dato il primo via libera all’istituzione della Giornata nazionale “Enzo Tortora”, destinata a ricordare le vittime degli errori giudiziari.
Nel mirino dei penalisti finiscono le astensioni registrate durante la votazione, in particolare quelle di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi, considerate il segnale di una persistente difficoltà culturale nell’affermare pienamente i principi costituzionali che regolano il processo penale.
Secondo la Camera Penale di Cosenza, il riconoscimento istituzionale di una giornata dedicata alle oltre 31 mila persone che, negli ultimi decenni, hanno subito ingiuste carcerazioni o misure cautelari prima di essere riconosciute innocenti, rappresenta un passaggio di civiltà giuridica che non dovrebbe dividere il Parlamento.
Da qui il duro richiamo rivolto ai parlamentari che hanno scelto l’astensione.
Duro affondo della Camera penale di Cosenza dopo le astensioni di Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi al voto per la istituzione della giornata Enzo Tortora per le vittime degli errori giudiziari in Italia. Occorre una seria campagna di alfabetizzazione costituzionale della politica.
Sono molto espliciti e si rivolgono a quella parte della politica che si è astenuta dal votare questa iniziativa parlamentare che darebbe voce istituzionale a tutti coloro che sono rimasti vittima della mala-giustizia e dunque ingiustamente detenuti perché poi assolti.
Si legge nel documento dei penalisti bruzi:
Tutti esultano, eccetto quei parlamentari che, astenendosi, hanno mostrato “coerenza” -se così può dirsi- rispetto a una visione illiberale del processo penale.
A questi nostri rappresentanti chiediamo se siano pronti a considerare come presunto innocente chi è sottoposto a carcerazione o arresto preventivi; a non giudicare colpevoli gli indagati e gli imputati in attesa di giudizio; a ritenere la persona offesa una vittima del reato soltanto a seguito di una pronuncia irrevocabile di condanna.
Se dovessero astenersi anche da questi temi, allora, il riconoscimento della Giornata “Enzo Tortora” dovrà costituire per loro l’inizio della più imponente “campagna di alfabetizzazione costituzionale”, affinché riconoscano la presunzione di non colpevolezza come irrinunciabile valore di uno Stato di diritto che è reo di avere assistito, inerme, agli orrori giudiziari degli ultimi 36 anni.
La presa di posizione della Camera Penale di Cosenza si inserisce nel più ampio dibattito sul rapporto tra giustizia, garanzie costituzionali e utilizzo della custodia cautelare. Per i penalisti, la memoria di Enzo Tortora non rappresenta soltanto il ricordo di uno dei più gravi errori giudiziari della storia repubblicana, ma anche un monito permanente affinché la presunzione di innocenza venga rispettata non solo nelle aule di giustizia, ma anche nel dibattito politico e mediatico.
Con questa nota, i penalisti cosentini rilanciano quindi una riflessione che va oltre il voto parlamentare, sostenendo che la piena attuazione dei principi sanciti dalla Costituzione passa anche attraverso una diversa cultura istituzionale, capace di riconoscere il valore delle garanzie processuali come fondamento dello Stato di diritto.
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