L’associazione forense penale: «Sì al referendum per un giudice terzo»
27 Gennaio 2026Schettino: Referendum sulla giustizia, un tema caldissimo che fino al 22-23 marzo diventerà centrale nel dibattito politico.
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Schettino: Referendum sulla giustizia, un tema caldissimo che fino al 22-23 marzo diventerà centrale nel dibattito politico.
Il presidente di “A buon diritto” ed editorialista di Repubblica interviene con Huffpost sul dibattito aperto da Ezio Mauro: “Mi è incomprensibile che non ci si mobiliti per la rivoluzione di giovani donne e uomini contro il despota teocratico. Alla sinistra è richiesto un atto politico e morale: abbracciare tutte le vittime, comprese quelle israeliane”
Intervista col direttore di Il Mulino Paolo Pomben “La sinistra deve confrontarsi con la trasformazione della storia, non temere di dire che i russi sono imperialisti e di stare con il popolo iraniano, altrimenti è una parodia scadente”.
Intervista a Natalia Ceccarelli, giudice di Corte d'appello a Napoli: «Anziché farci carico delle derive correntizie, diffondiamo messaggi maliziosamente fuorvianti»
L’indipendenza del giudice sarà rafforzata e il pubblico ministero manterrà la sua autonomia. Sono i due punti cardine delle ragioni del SÌ alla separazione delle carriere ribadito dall’avvocato Luigi Miceli, componente dell’Ufficio di Presidenza Ucpi.
Separare giudici e pm è di sinistra» Parla Enrico Morando, presidente dell’associazione Libertàeguale che ha organizzato l’evento "Sinistra per il Sì" a Firenze.
Parla il costituzionalista Stefano Ceccanti, vicepresidente di “Libertà eguale”: «Le ragioni del No alla riforma sono solamente politiche».
Parla l'economista Giuliano Cazzola: «Il problema del sindacato è avere un padre padrone. La confederazione è un partito in transizione, assimilato ormai all’opposizione»
Di Pietro: «I magistrati hanno cento volte più potere dei politici» L’ex Pm di Mani Pulite racconta l’esperienza da imputato, critica le correnti e spiega perché voterà sì al referendum sulla separazione delle carriere.
Il magistrato Giuseppe Cricenti, giudice della Cassazione spiega perché sostiene la riforma, criticando l’Alta Corte disciplinare e il ruolo delle correnti.
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