Il problema del Pd si chiama Conte. Schlein rifletta..
Pasquino: «Centrodestra capace di stare insieme, il Campo largo no». E sulle primarie avverte: Ucraina ed Europa saranno i nodi decisivi.
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Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza Politica a Bologna, spiega che «al momento è probabile che entrambe le coalizioni rimangano sotto il premio di maggioranza previsto dalla nuova legge elettorale ma il problema è la capacità di stare comunque insieme». Secondo Pasquino «il centrodestra ha dimostrato di poterci stare nonostante le contraddizioni tra Lega e Fi mentre il Campo largo non l’ha dimostrato per niente. Anzi, le posizioni assunte da Conte stanno creando uno sconquasso che ha radici profonde».
Professor Pasquino, crede che il sistema di preferenze inserito (pare) dal centrodestra in legge elettorale porterà a dei miglioramenti della legge stessa?
Certamente un po’ la possono migliorare ma le stanno inserendo male perché ci sarebbe il capolista bloccato e si dovrebbe comunque scegliere tra alcune persone, non c’è la possibilità totale per gli elettori di eleggere chi vogliono, specialmente i piccoli partiti che probabilmente eleggeranno solo il capolista.
Cosa accadrebbe nel caso in cui nessuna delle due coalizioni dovesse raggiungere il premio di maggioranza?
Se nessun delle due coalizione arriva al 42% si torna al proporzionale e non c’è il premio di maggioranza. Che sarebbe una cosa buona comunque e poi si faranno coalizioni in Parlamento. Ma in quel caso il centrodestra che aveva promesso di fare un o stabile e duraturo attraverso il premio non ci riuscirà.
Se nessuno ottenesse il premio, crede nella possibilità di un “pareggio” e di un ritorno a un governo istituzionale stile Draghi?
In caso di “pareggio” che nei numeri è improbabile, sappiamo che i parlamentari italiani hanno una notevole capacità di muoversi e quindi non escludo casi di trasformismo che garantiscano comunque una maggioranza. Non capisco perché si dovrebbe andare verso un governo stile Draghi guidato ad esempio da Cottarelli o così via. Direi di lasciar perdere queste cose che non sono assolutamente probabili.
Come reagirebbero le due coalizioni in caso di mancato raggiungimento del premio?
Al momento è probabile che entrambe rimangano sotto ma il problema è la capacità di stare comunque insieme. Il centrodestra ha dimostrato di poterci stare nonostante le contraddizioni tra Lega e Fi mentre il Campo largo non l’ha dimostrato per niente. Anzi, le posizioni assunte da Conte stanno creando uno sconquasso che ha radici profonde. Insomma, il problema è cosa fare con Conte.
E cosa farò il Pd?
Non so cosa farà il centrosinistra ed è per questo che penso che il governo si farà in Parlamento. Prima delle elezioni è difficile dire a Conte di stare in coalizione perché lui vuole una posizione di rilievo che Schlein non può concedergli.
Ma la leader dem non sembra neanche pretendere per sé il ruolo di leader: perché?
Perché è convinta che riuscirà a vincere eventuali primarie e anche perché nel suo partito molti pensano che non sarà in grado di fare il capo del governo.
Il Pd dovrebbe quindi prima risolvere i suoi problemi interni?
Mi pare che la minoranza interna, cioè i cosiddetti riformisti, rimproverino alla segretaria di non prendere decisioni condivise, di non convocarli prima come avvenuto alla Camera pochi giorni fa. Quindi Schlein dovrebbe essere molto più attiva nel far funzionare gli organi di partito.
È vero che la decisioni sul leader del Campo largo dipende anche dalla legge elettorale, come dicono molti dem?
La legge elettorale non c’entra nulla. Dice di indicare un nome ma un leader serve comunque e quindi le primarie si dovranno fare. L’alternativa è decidere il leader a tavolino ma le cose fatte a tavolino sono sempre fatte male. Le primarie servono a mobilitare, a discutere di politica, sono un esercizio democratico molto più importante e significativo che non la semplice elezione del capo della coalizione. Se sono fatte bene ovviamente.
Vengono prima le primarie, come dice Conte, o il programma, come dice Schlein?
Il programma viene anche delineato dai candidati alle primarie, i quali metteranno in rilievo le loro preferenze e priorità. E quindi nel corso della campagna delle primarie emergono anche discussioni importanti. Si discute anche di politica estera e ci sono due punti dirimenti. Uno è cosa fare con l’Ucraina, l’altro è cosa fare con l’Europa. Se si smette di mandare armi all’Ucraina si abbandona una posizione di rilievo all’interno dell’Ue. Sarebbe una scelta drammatica.
Con lo Stabilicum la coalizione che dovesse ottenere il premio di maggioranza sarebbe davvero in grado di prendersi “tutto”?
Chiamiamola legge Bignami e non Stabilicum, per favore. Detto ciò, non so perché bisogna vedere i numeri ed eventuali candidati a posti di rilievo. Certo che se io fossi Giorgia Meloni e avessi una maggioranza solida in Parlamento certamente cercherei di farmi eleggere presidente della Repubblica nel 2029.
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