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Separazione delle carriere: cosa direbbe oggi Giovanni Falcone sulla giustizia

Il referendum chiede di scegliere tra unità della magistratura e ruoli distinti per garantire imparzialità, equilibrio e fiducia dei cittadini.

Separazione delle carriere: cosa direbbe oggi Giovanni Falcone sulla giustizia

Quando si parla di separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, il nome di Giovanni Falcone viene spesso citato. Ma pochi spiegano davvero cosa diceva.

Falcone partiva da un concetto molto semplice: nel processo penale moderno, il pubblico ministero è una parte del processo. È colui che sostiene l’accusa. Sta davanti al giudice come la difesa.

Il giudice, invece, deve essere terzo. Deve stare in mezzo. Non può essere percepito come vicino a chi accusa o a chi difende. Deve essere imparziale nei fatti e nell’immagine.

Falcone diceva: se il pubblico ministero è una parte, allora svolge una funzione diversa da quella del giudice. E se le funzioni sono diverse, anche il percorso professionale dovrebbe essere distinto. Non per indebolire la magistratura. Ma per rendere il processo più equilibrato e più credibile agli occhi dei cittadini.

Il suo ragionamento era lineare:

– chi accusa fa un mestiere;

– chi giudica ne fa un altro;

– i ruoli devono essere chiari e separati.

Perché quando i ruoli si mescolano, può nascere il dubbio sull’imparzialità.

Oggi il referendum chiede ai cittadini di esprimersi proprio su questo principio.

Votare SÌ significa dire che si vuole una separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Significa creare percorsi distinti: chi sceglie di fare il pubblico ministero farà quello per tutta la carriera; chi sceglie di fare il giudice resterà giudice. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la terzietà del giudice e rendere più netto il confine tra chi accusa e chi giudica.

Votare NO significa mantenere l’attuale sistema, in cui giudici e pubblici ministeri appartengono allo stesso ordine della magistratura e, in alcuni casi, possono passare da una funzione all’altra nel corso della carriera. L’idea di chi vota NO è che l’unità della magistratura garantisca meglio l’indipendenza del pubblico ministero dal potere politico.

Non è uno scontro ideologico. È una scelta sull’assetto della giustizia.

Falcone invitava a ragionare sulla coerenza del sistema: se il processo è accusatorio, allora accusa e giudice devono essere chiaramente distinti.

Questo era il cuore del suo pensiero.

Andare a votare significa informarsi, capire cosa comporta ogni scelta e poi decidere con consapevolezza.

La giustizia riguarda tutti. E la democrazia funziona solo se i cittadini partecipano.

Dottor Vito Branco da Facebook I Martellatori

 

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