La politica sta studiando come alleggerire la spesa pensionistica.
Si parla di trasferire il 25% del TFR ai fondi pensione, ovvero portare i pensionandi dal certo del TFR all’incerto dei mercati finanziari, nei quali operano i fondi pensione.
In evidenza
La verità di quanto sto dicendo la si rinviene nel disegno di legge presentato dal Presidente del Consiglio Regionale Trentino-Alto Adige Paccher in data 21.08.2024 sotto il titolo “Modifiche alle leggi regionali in materia di trattamento economico e regime previdenziale dei/delle Consiglieri/Consigliere”.
Con il disegno di legge presentato in pieno Ferragosto, quando l’attenzione di tutti è in vacanza, si intende superare il vigente sistema di versamento a favore della previdenza complementare, per i Consiglieri regionali, introdotto nel 2014, al posto degli assegni vitalizi, a favore di un sistema che si orienta al trattamento previdenziale dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti.
Si dice che il sistema introdotto nel 2014 si è rivelato scarsamente efficace rispetto agli obiettivi prefissati.
Vediamo di farci capire.
Attualmente il contributo previdenziale trattenuto ai Consiglieri regionali e la quota a carico del Consiglio regionale sono trasferiti alla previdenza complementare privata secondo le scelte dei singoli Consiglieri.
Il disegno di legge prevede invece di cambiare il sistema facendo restare in mano all’ente pubblico sia le quote contributive versate dai Consiglieri che le quote versate dalla Regione.
E allora la domanda che io pongo ai miei lettori, rientrati dalle ferie, è semplicemente la seguente: perché i versamenti nei fondi pensione per i Consiglieri regionali non vanno bene mentre dovrebbero andare bene per tutti gli altri lavoratori, una volta deviato il TFR – che ha un rendimento certo – verso i
fondi pensione?
Con il disegno di legge Paccher, la gestione dei contributi previdenziali dei Consiglieri regionali tornerà all’interno della Regione, che si occuperà di erogare la cd. “indennità differita”, una volta raggiunto il momento.
Se adesso la Regione Trentino Alto Adige versa ai fondi di previdenza i contributi interi (8,8% a carico del Consigliere e 24,2% a carico della Regione) se approvata la riforma la Regione Trentino Alto Adige tornerà ad essere un ente previdenziale che dovrà farsi carico della gestione.
Il concetto su cui si base il disegno di legge Paccher è molto semplice: la Regione Trentino Alto Adige tornerà ad amministrare quei contributi senza farli uscire all’esterno e quindi non si regalerà niente a nessuno.
Il nessuno è l’industria finanziaria che amministra il patrimonio dei fondi pensione.
Ma allora torniamo alla domanda iniziale: se questo è giusto per i Consiglieri regionali perché non dovrebbe valere anche per tutti gli altri cittadini?
I Consiglieri regionali inseguono il certo, i cittadini normali l’incerto?
Ecco perché qualche volta il mainstream corrente, leggendolo bene, tradisce sé stesso e consente di arrivare alla verità!
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