Generare formazione funzionale ed educare a imparare
Le direttive da seguire, secondo il Presidente Inapp, Natale Forlani, per rendere l’Italia attrattiva sul fronte dell’occupazione.
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Come si pone l’Italia rispetto al tema della formazione? Gli indicatori formativi non sembrano essere positivi secondo quanto ha evidenziato al Forum annuale delle Politiche Attive il Presidente dell’Inapp, Natale Forlani. I percorsi scolastici e universitari, il tempo e qualità di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, gli investimenti in formazione delle aziende portano il nostro Paese al di sotto della media europea. Se in questi anni gli altri Paesi hanno saputo investire in servizi e orientamento al lavoro, oltre che nel miglioramento delle competenze dei propri lavoratori, l’Italia ha trovato – secondo Forlani – una “resistenza ideologica” su questi temi, che non ha permesso di creare una rete di attori (imprese, enti paritetici professionali, organizzazioni sindacali e istituzioni formative) in grado di collegare i percorsi scolastici con quelli lavorativi. E il risultato attuale è un crescente mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Per il Presidente dell’Inapp è, dunque, indispensabile accrescere il numero degli attori che si occupano di generare una formazione funzionale all’inserimento lavorativo, alla riqualificazione delle competenze e allo sviluppo aziendale per poter rendere l’Italia attrattiva nel contesto internazionale. Ci deve porre il problema, inoltre, di “educare ad imparare”, utilizzando tutti i diversi strumenti oggi esistenti, sia formativi che innovativi. “La scuola – ha precisato – deve educare all’utilizzo dell’IA, ad esempio, per far conoscere rischi e opportunità”. E, infine, utilizzare maggiormente le tecnologie e le risorse umane già formate in quest’ambito.
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