Professionisti "strategici" per l'interesse nazionale
I professionisti, come le imprese, entrano nel nuovo sistema degli incentivi pubblici: sarà un decreto legislativo del Governo a definire le modalità di accesso.
Il Parlamento ha definitivamente approvato, ieri, la delega al Governo per la revisione del sistema degli incentivi alle imprese. Il provvedimento, che estende gli incentivi ai professionisti, si tradurrà in una serie di decreti attuativi, principalmente ad opera del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il Ministro Adolfo Urso annuncia “una profonda revisione organica degli incentivi”, una razionalizzazione che riguarderà circa duemila strumenti di aiuto, per circa 150 miliardi di risorse prevalentemente gestite dalle Regioni.
I professionisti– Fra i principi delega, che dovranno essere tradotti in decreti governativi, c’è quello che riguarda i professionisti, “una novità molto attesa”- dichiara il Ministro delle Imprese Urso. “Viene affermato il principio della parità d’accesso agli incentivi per i professionisti- prosegue- grazie a un emendamento riformulato dal Governo che ne ha previsto l’equiparazione alle imprese nell’ammissione alle misure”.
“Ove ne ricorrano i presupposti e ove previsto”– La “riformulazione”- frutto di un intervento della Ragioneria dello Stato- scontenta i professionisti e in particolare Confprofessioni. Non si tratta infatti di una piena equiparazione tra professionisti e imprese, stante la clausola inserita durante l’iter che subordina l’accesso alla condizione “ovne ne ricorrano i presupposti e ove previsto”. L’auspicio è che i provvedimenti attuativi correggano una impostazione potenzialmente discriminante.
Strategicità per l’interesse nazionale– Il ddl incentivi segna un passaggio storico. L’affermazione del principio parlamentare della “strategicità” anche dei professionisti per l’interesse nazionale, in base al principio secondo cui “la qualificazione di professionista non osta alla possibilità di usufruire di specifiche misure incentivanti ove ne ricorrano i presupposti e ove previsto”.
Un codice degli incentivi e un registro nazionale univoco degli aiuti di Stato- La ricognizione e la razionalizzazione delle misure di incentivazione esistenti “permetterà di disboscare l’attuale giungla di agevolazioni che oggi conta quasi 2.000 incentivi, 229 sul piano nazionale e 1.757 a livello regionale”- fa sapere il Ministro Urso. “Un vero ginepraio”, che verrà ricondotto ad un un registro unico nazionale delle agevolazioni a disposizione di imprese e professioni. Il riordino porterà al primo codice nazionale degli incentivi.
Due anni di tempo- Il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della delega uno o più decreti legislativi attuativi.
Anmvi Oggi
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