Anno: XXVIII - Numero 53    
Sabato 14 Marzo 2026 ore 11:00
Resta aggiornato:

Home » Perché probabilmente il regime iraniano non cadrà nemmeno questa volta (a meno che Trump…)

Perché probabilmente il regime iraniano non cadrà nemmeno questa volta (a meno che Trump…)

Analisti e diplomatici alla Reuters: "È uno dei governi più resistenti al mondo, l'architettura di sicurezza a più livelli è in crisi ma non ci sono segnali di rottura con questa ondata di proteste".

Perché probabilmente il regime iraniano non cadrà nemmeno questa volta (a meno che Trump…)

L’Iran non è vicino alla caduta del regime. Nonostante le manifestazioni e anni di pressioni internazionali, non emergono ancora segnali di frattura nell’élite della sicurezza della Repubblica islamica che potrebbero minare uno dei governi più resistenti al mondo. Lo spiegano alcuni analisti e diplomatici all’agenzia Reuters, secondo i quali a meno che i disordini di piazza e le pressioni straniere non a provocare defezioni ai vertici, l’establishment, seppur indebolito, probabilmente resisterà.
L’architettura di sicurezza a più livelli dell’Iran, fondata sulle Guardie Rivoluzionarie e sulla forza paramilitare Basij, che insieme contano quasi un milione di persone, rende estremamente difficile la coercizione esterna senza una rottura interna, spiega ad esempio Vali Nasr, accademico iraniano-americano ed esperto di conflitti regionali e politica estera degli Stati Uniti, alla Reuters. “Affinché questo tipo di cose abbia successo, è necessario che la folla scenda in piazza per un periodo di tempo molto più lungo. E bisogna che si verifichi una disgregazione dello Stato. Alcuni settori dello Stato, e in particolare le forze di sicurezza, devono disertare”.

L’Ayatollah Ali Khamenei ha 86 anni ed è sopravvissuto a diverse ondate di disordini. Questa è la quinta grande rivolta dal 2009. Insomma, spiegano gli esperti, i manifestanti dovrebbero generare abbastanza slancio da superare i vantaggi consolidati dello Stato: istituzioni potenti, un consistente elettorato fedele al governo clericale e la scala geografica e demografica di un paese di 90 milioni di persone.
La Repubblica Islamica sta comunque affrontando una grave crisi: le sanzioni hanno strangolato l’economia, il programma nucleare è in declino, ma, continuano, non è ancora al “momento della caduta”.
Paradossalmente è ancora una volta Trump che potrebbe cambiare le carte in tavola. Il Presidente americano incontrerà martedì i suoi consiglieri per discutere le opzioni per l’Iran, ma il suo interesse è probabilmente tattico piuttosto che ideologico. L’obiettivo potrebbe essere la flessibilità, ovvero indebolire lo Stato a sufficienza per ottenere concessioni come la limitazione del programma nucleare di Teheran. L’idea di un “modello Venezuela” riscuote crescente interesse in alcuni ambienti a Washington, ma applicato all’Iran, tuttavia, si scontra con ostacoli formidabili: uno stato di sicurezza radicato da decenni, una profonda coesione istituzionale e un paese molto più grande ed etnicamente complesso.

Agenzia Giornalistica Dire

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter!Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e libri inerenti la tua professione.

ISCRIVITI

Altre Notizie della sezione

Breve storia del Pd, il partito bipolare

Breve storia del Pd, il partito bipolare

12 Marzo 2026

Ogni volta che qualcuno (che non sia il Pd) prova a cambiare la Costituzione, il Pd si inalbera per salvarla. Ricordo della riduzione dei parlamentari: per il No quando era all’opposizione, per il Sì quando salì al governo.

Archivio sezione

Commenti


×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.