Anno: XXVIII - Numero 26    
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Lavoratori stranieri: monitoraggio interattivo dei fabbisogni

Nella dashboard di Ministero del Lavoro e Unioncamere,

Lavoratori stranieri: monitoraggio interattivo dei fabbisogni

Da oggi è online sul sito del Sistema informativo Excelsior (excelsior.unioncamere.net) e sul Portale Integrazione Migranti (Integrazionemigranti.gov.it) la dashboard dedicata al monitoraggio dei fabbisogni di lavoratori stranieri espressi dalle imprese italiane. Questo nuovo strumento è stato realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito del Progetto Excelsior, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea.

La dashboard presenta due sezioni: la prima consente di navigare tra i principali dati relativi alle imprese con dipendenti stranieri (settore di attività, distribuzione territoriale, classe dimensionale) e di analizzare le caratteristiche degli stock occupazionali degli stranieri nel 2024 (aree geografiche di provenienza, genere); la seconda – elaborata sulla base dei dati previsionali Excelsior dell’annualità 2025 – permette di esplorare le informazioni sulle entrate di personale straniero programmate dalle imprese rispetto alle principali professioni ricercate, ai settori e ai territori di impiego, all’esperienza richiesta e all’area di origine.

Sono 508mila, il 34,4% del totale, le imprese che occupano lavoratori stranieri in Italia. I dipendenti stranieri sono quasi 2 milioni, oltre il 13% del totale. Le più alte concentrazioni di imprese con stranieri si registrano in Trentino Alto-Adige (48,2%), Emilia-Romagna (44,8%) e Toscana (43%). Le più alte incidenze si registrano nel turismo (48,5%), nell’agricoltura, silvicoltura e pesca (46,6%), nel settore manifatturiero (42,3%) e nell’edilizia (40,4%).

La dashboard analizza le oltre 1,3 milioni di attivazioni contrattuali di lavoratori stranieri, pari al 23,4%, del totale di quelle programmate nel 2025 dalle imprese. Il settore con la maggiore incidenza è l’agricoltura, silvicoltura e pesca con il 42,9% (185mila contratti rivolti a lavoratori stranieri), mentre nell’industria si distinguono il tessile, abbigliamento e calzature con il 41,8% (40mila unità) e le costruzioni con il 33,6% (circa 184mila unità). Nei servizi si osservano quote di entrate programmate relative ai lavoratori stranieri più basse, con valori sopra la media per i servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (con 120mila entrate programmate, pari al 26,7% del settore), i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (oltre 100mila, 26,7%,) e il turismo (quasi 290mila, il 24,8%).

Guardando, invece, ai valori assoluti delle attivazioni programmate, i primi 5 settori per domanda di personale straniero sono il turismo, il settore primario, le costruzioni, i servizi operativi e il trasporto e logistica, che insieme rappresentano il 65% delle entrate di lavoratori stranieri nel 2025.

Le figure professionali più richieste dalle imprese nelle entrate programmate di stranieri sono: esercenti e addetti alle attività di ristorazione (231mila), personale non qualificato nei servizi di pulizia (137mila); personale non qualificato nell’agricoltura e nella manutenzione del verde (circa 106mila); personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna delle merci (86mila); addetti alle vendite (75mila); operai specializzati addetti alle costruzioni e al mantenimento delle strutture edili (73mila).

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