La rivoluzione degli spazi di lavoro
Nella sesta puntata di WorkChange si racconta come cambiano le sedi aziendali e la rilevazione dell’attività lavorativa nel post pandemia
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Sempre più spesso il luogo in cui si presta l’attività lavorativa non coincide con la sede aziendale: gli uffici nel post pandemia cambiano forma per accogliere la nuova organizzazione del lavoro e attrarre i dipendenti. Della rivoluzione fisica che sta interessando gli spazi di lavoro si parla nella sesta puntata di “WorkChange”, in cui si unisce l’indagine sulle nuove richieste di progettazione architettonica a quella sulla gestione delle presenze sul lavoro e sulla formazione alla sicurezza, nel momento in cui la prestazione lavorativa può essere svolta anche fuori la sede aziendale.
A chiedere di rivedere gli spazi, raccontano Stefano Carone (managing partner) e Arianna Palano (team leader della business unit Worksphere) della società di architettura e design Il Prisma di Milano, sono trasversalmente aziende di tutte le dimensioni e attive in differenti settori: nella domanda entra la rimodulazione delle aree come le scelte in ottica di sostenibilità. Il fatto che l’azienda non sia più il solo luogo in cui si lavora ha riflessi estremamente pratici anche sotto il profilo della formazione alla sicurezza e alle responsabilità datoriali: cambiano forma e contenuti, spiega Domenico Gallo, direttore commerciale Safety Inn, ma dovrebbe cambiare l’approccio con una tendenza a investire sul benessere in ottica di prevenzione. E che dire poi della gestione delle presenze? Il Consulente del Lavoro può essere un valido alleato nella gestione del cambiamento. Sul come, interviene in puntata Giovanni Marcantonio, Segretario del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.
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