La Cisl si smarca da Landini
Fumarola: “Il referendum sul Jobs Act è una battaglia di retroguardia”.
“Che il tema debba essere il baricentro di un campo di azione condiviso non ci piove: lo abbiamo detto insieme il primo maggio. Il punto è dare al dialogo una chance e capire se c’è un comune sentire sulla direzione da intraprendere. Quello che serve è una ‘coalizione dei volenterosi’ che facciano da apripista su obiettivi immediati e orizzonte strategico. Bisogna collegare emergenza e prospettiva, rafforzando le sinergie sulla sicurezza, elevando retribuzioni e sviluppo, accelerando la quantità di spesa del Pnrr, dando al Paese le riforme che attende da tempo”.
Alla domanda su cosa si aspetta dall
‘incontro di giovedì con il Governo
, la leader Cisl risponde:
“L’inizio di questo cammino, con un confronto focalizzato sulle azioni da mettere in campo contro morti e infortuni nel lavoro”.
Infine sul referendum della Cgil, Fumarola sottolinea: “
Si continua a guardare al futuro con lo specchietto retrovisore. Ma così si rischia di andare a sbattere. Il referendum è uno strumento sbagliato nel merito e nel metodo. Nel metodo non risolve le questioni che pretende di affrontare: non ristabilisce l’art.18 ma anzi fa tornare le tutele alla Legge Fornero, riducendo il numero di indennità riconosciute al lavoratore in caso di licenziamento. Ma è soprattutto nel merito la nostra critica. Una battaglia di retroguardia che non intercetta i problemi reali del mercato di lavoro di oggi. Che sono criticità di ordine prevalentemente qualitativo, non quantitativo. Quella delle politiche attive ancor oggi la più grande sfida da cogliere”.
Italpress
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