Anc-Adc, legittimo lo sciopero dell’Ag. Entrate
Agitazione 23/1 per carenza di personale, 'stessi nostri disagi'
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“Apprendiamo dalla stampa lo stato di agitazione degli uffici dell’Agenzia delle Entrate, oltre a quelli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, previsto per il prossimo 23 gennaio, e che sarà messo in atto per denunciare le difficoltà di svolgere adeguatamente il proprio lavoro a seguito della carenza di personale, di un’organizzazione obsoleta e del taglio dei fondi per i lavoratori”. Lo scrivono, in una nota, i presidenti dei sindacati Adc (Associazione dottori commercialisti) e Anc (Associazione nazionale commercialisti) Maria Pia Nucera e Marco Cuchel, osservando come “gli uffici dell’Agenzia delle Entrate rivendicano legittimamente il diritto di lavorare in condizioni adeguate, e di non dover compromettere la qualità dei servizi forniti ai cittadini e la stessa attività di recupero dell’evasione”. I commercialisti, affermano i vertici dei sindacati dei professionisti, “da sempre rivendicano il diritto di essere messi nella condizione di assistere in modo adeguato cittadini e imprese nel loro rapporto con il fisco, e pertanto possono ben comprendere le motivazioni della protesta dell’Agenzia delle Entrate, anche se c’è da augurarsi che questa non ottenga la stessa risposta che i commercialisti hanno ricevuto dopo lo sciopero della categoria” (che si è svolto tra fine settembre e inizio ottobre 2019, per protestare dopo il caos generato dall’introduzione degli Indici sintetici di affidabilità fiscale, che hanno sostituito gli studi di settore, ndr), perché pur avendo “chiesto più volte alle Istituzioni il riconoscimento della rimessione in termini per i commercialisti che hanno partecipato allo sciopero, la richiesta ad oggi non è stata accolta e questo silenzio ha leso e negato l’esercizio del diritto all’astensione collettiva, un diritto riconosciuto e garantito dalla Costituzione”.
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