Violentata in un fast food, il pm non le crede: «Ha accettato di mangiare un panino, sembrava ci stesse»
Secondo il pubblico ministero il racconto della ragazza sarebbe lacunoso perché «era sotto effetto dell'alcol»
In evidenza
Una studentessa ventenne aveva denunciato di essere stata stuprata la notte del 21 giugno scorso, nella cucina di un fast food di Torino ma il pubblico ministero non le ha creduto e ha chiesto l’archiviazione perché il suo no non sarebbe stato abbastanza visto che è andata a mangiare un panino con il suo aggressore.
Come raccontato oggi sulle pagine del quotidiano La Repubblica, la giovane, aveva trascorso una serata in discoteca in compagnia di un’amica. Due ragazzi si erano offerti di riaccompagnarle a casa. Uno dei due, un 26enne, avrebbe tentato un primo approccio, ma era stato respinto. Si era scusato e la studentessa, convinta dall’amica, aveva accettato l’invito a mangiare un kebab tutti insieme.
La ventenne ha raccontato agli inquirenti di essere stata portata dal ragazzo nel buio di una cucina, di essere stata bloccata e di aver subito l’abuso.
Il suo caso è stato discusso al Tribunale di Torino davanti al gip Manuela Accurso, a cui spetterà la decisione di mandare a processo il 26enne o di chiudere il caso, come ha chiesto la procura. Per il pubblico ministero il racconto della ragazza sarebbe lacunoso perché «era sotto effetto dell’alcol». Sempre secondo il pm l’indagato inoltre potrebbe avere inteso che «lei ci stesse». Per l’avvocata della 20enne, Raffaela Carena, la richiesta di archiviazione è «inaccettabile», visto che la ragazza «ha detto no più volte», afferma il legale.
Altre Notizie della sezione
Il Cnf denuncia gravi omissioni nelle indagini svizzere
30 Gennaio 2026Greco (Presidente Cnf), “giusta la pressione del governo italiano”.
Svizzera. Da Roma minacce al nostro Stato di diritto
29 Gennaio 2026Cresce la tensione con l'Italia dopo la scarcerazione di Moretti. A febbraio l'incontro tra gli investigatori svizzeri e gli inquirenti italiani.
Minneapolis come la riforma della giustizia.
27 Gennaio 2026È polemica su un post pubblicato su Facebook e poi rimosso dal segretario dell'Anm, Rocco Maruotti, in cui accostava i tragici fatti di Minneapolis alla riforma della giustizia.
