Studente universitario in cirisi per la situazione a Gaza e non riesci a fare gli esami?
La Sapienza ha deciso di offrirgli supporto psicologico agli studenti italiani che si sentono traumatizzati dagli eventi a Gaza. Niente per gli Iraniani o gli ucraini.
L’università si è attivata dopo aver riscontrato un aumento di disagio tra gli studenti, molti dei quali hanno espresso bisogno di aiuto per affrontare le tensioni e le notizie che arrivano dall’area. La facoltà di Lettere ha preso l’iniziativa, creando uno spazio di ascolto e supporto dedicato. La decisione arriva mentre cresce la preoccupazione tra la comunità universitaria, con studenti che chiedono maggiore attenzione e sostegno in un momento così difficile.
Alla Sapienza proteste contro Israele. La ministra Bernini: “Azioni squalificanti” La facoltà di Lettere della Sapienza, primo ateneo d’Italia per numero di occupazioni pro Pal con partecipazione di docenti, primo per aver impedito a un pur dottissimo Ratzinger di tenere lezione, e quarto in Europa per densità di striscioni “anticoloniali” al metro quadro, ha infine colmato una lacuna che affliggeva la comunità accademica: il supporto psicologico per studenti traumatizzati dal “conflitto in Medio Oriente”. Non per gli studenti del Medio Oriente, quelli continuano a soffrire per conto proprio a casa loro, ma per gli studenti italiani che a Roma patiscono la guerra a distanza. Peccato che, di Theran dove migliaia di studenti vengono impiccati alle gru e di Khiev dove i droni russi colpiscono ogni giorno, nessuno parli.
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