Scappo da mia moglie.
Evade dai domiciliari e si consegna ai carabinieri.
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Quiliano – In carcere piuttosto che agli arresti domiciliari, in casa con la moglie. La singolare decisione è stata presa da un pregiudicato di 45 anni, di origine albanese, che si è presentato nella stazione dei carabinieri di Savona con una richiesta che ha lasciato stupiti gli stessi militari.
L’uomo, nella cui fedina penale compaiono precedenti per stupefacenti e un’accusa per tentato omicidio, doveva finire di scontare gli arresti domiciliari per spaccio di droga. Peraltro il residuo ancora della pena era solo di pochi mesi, ma i rapporti con la moglie hanno raggiunto un livello di tensione che era diventato difficile da sostenere.
Così, come soluzione estrema, il 45enne (di cui omettiamo l’identità per non rendere identificabile la moglie) è uscito dall’abitazione sulle alture di Quiliano e si è diretto verso la caserma dell’Arma.
Una lunga camminata, l’uomo è sceso a piedi lungo la strada dei Tecci, fino ad arrivare a Savona.
Davanti ai carabinieri l’uomo ha spiegato la situazione, evidenziando che la convivenza con la moglie sarebbe arrivato a un punto tale da non essere più sopportabile.
Inoltre ha ammesso che avrebbe anche accettato di andare in carcere piuttosto che rimanere in casa. La dimostrazione è arrivata poco dopo, quando una pattuglia lo ha riaccompagnato nell’abitazione: lì è scoppiato un nuovo litigio fra i due coniugi. A quel punto ai militari non è rimasto altro che formalizzare l’arresto, andando incontro di fatto alla sua stessa richiesta. D’altronde l’aver abbandonato il domicilio configura una violazione, comportando la revoca della misura alternativa alla detenzione in carcere.
Nel tribunale di Savona, dove è stato processato per direttissima, l’uomo, assistito dall’avvocato Alfonso Ferrara, ha spiegato alla giudice Laura Russo la particolare situazione.
In aula erano presenti anche i genitori, che hanno dato la disponibilità ad ospitarlo in via provvisoria nella loro abitazione. La giudice ha quindi applicato una possibilità offerta dall’articolo 284 del Codice di procedura penale, che permette di concedere i domiciliari anche in caso di evasione, a fronte di particolari motivazioni. Come il rifiuto della moglie di accoglierlo in casa. Data la situazione l’uomo è stato condannato con la concessione degli arresti domiciliari “blindati” in casa dei genitori. Anche il pm Claudio Martini ha optato per la misura, considerando che si tratta di una fase intermedia. Sul caso, infatti, pende la decisione finale del giudice di sorveglianza di Genova. La vicenda non è inedita. Proprio a Quiliano, alcuni anni fa, un uomo agli arresti domiciliari era fuggito dalla casa in cui abitava a causa dei continui litigi con il fratello più anziano. Si era presentato nella caserma dei carabinieri di Quiliano chiedendo di essere portato in carcere per evitare tensioni e discussioni continue anche per i piccoli problemi quotidiani. Tra l’altro l’uomo, settantenne, era stato condannato per omicidio in Sardegna e, considerando l’età, il giudice gli concesse i domiciliari. Però la sua abitazione si trovava a pochi passi da quella dei familiari della vittima, quindi, temendo ritorsioni, l’uomo si presentò dopo pochi giorni in carcere chiedendo ospitalità. Vista la situazione, i giudici proposero allora di trasferirlo dal fratello, da tempo emigrato a Quiliano.
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