Anno: XXVIII - Numero 39    
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“Riducete interrogazioni e verifiche durante il Ramadan”

Una circolare di una scuola di Genova fa discutere.

“Riducete interrogazioni e verifiche durante il Ramadan”

Per l’arrivo del Ramadan la dirigente scolastica della scuola Vittorio Emanuele II-Ruffini di Genova ha inviato una circolare che fa discutere

Sta facendo discutere la circolare presentata dall’Istituto Vittorio Emanuele II-Ruffini di Genova in merito al periodo del Ramadan. In vista del mese del digiuno che scatterà la sera del prossimo 17 febbraio 2026, la scuola ha deciso di ridurre le ore di ginnastica ma anche il numero di interrogazioni, oltre a posticipare alcune verifiche.

L’Istituto Ruffini, come sottolinea il quotidiano Il Secolo XIX che ne dà notizia, è considerato storico nel capoluogo ligure anche perché è frequentato da ben 1.400 studenti, ed evidentemente molti degli stessi sono di religione musulmana o comunque vengono da famiglie che seguono l’Islam.

La comunicazione, a firma della dirigente Roberta Pizzirani, è giunta nelle scorse ore ed è stata destinata al personale amministrativo ma anche ai docenti, con l’obiettivo di garantire il benessere “psicofisico” degli studenti, oltre che “favorire un clima scolastico inclusivo”. Una comunicazione che non è stata ben accolta soprattutto da alcuni professori, che hanno definito la stessa come una sorta di “intrusione” della dirigente nel programma delle loro lezioni.

La stessa consiglia infatti di cambiare le date di interrogazioni e verifiche, evitando che coincidano con il periodo del Ramadan, di conseguenza i professori hanno inviato una comunicazione all’Ufficio scolastico della Regione Liguria.

Reazione stupita anche da parte degli studenti, anche perché – nonostante la presenza di musulmani – la maggior parte dei 1.400 alunni delle due sedi del Vittorio Emanuele II-Ruffini non segue questa religione. Il motivo della comunicazione della dirigente sta nel fatto che chi pratica il Ramadan non può cibarsi dal sorgere del sole al calare dello stesso, di conseguenza gli studenti potrebbero avere meno forze fisiche in questo periodo, con conseguenze sulle attività cognitive.

Qualche professore ha però fatto notare alla dirigente che il “peso” delle mattinate a scuola, ma anche la capacità di attenzione e le energie, sono un problema che riguarda l’intero anno scolastico, non soltanto il Ramadan. Limitazioni, come detto sopra, sono previste anche per quanto riguarda l’educazione fisica, chiedendo ai docenti di accettare senza troppe problematiche eventuali esoneri degli studenti dalle lezioni motorie.

Il Secolo XIX riconosce che in merito al Ramadan non vi sono delle linee guida da parte del Ministero dell’Istruzione, di conseguenza le varie scuole si muovono a macchia di leopardo, in autonomia, ma se è vero che in passato sono sorte problematiche, ad esempio sui pasti, le indicazioni sul limitare verifiche e interrogazioni rappresentano un vero inedito.

Per la dirigente si tratta di “consigli” che mirano ad aiutare gli studenti, “una forma di rispetto per i musulmani” praticanti, sottolineando come sia “sensato agevolarli”, evitando che magari stiano a casa.

Quindi ha mandato un sms neanche troppo velato ai docenti che hanno presentato delle rimostranze: “Se ci sono prof che si scandalizzano io mi scandalizzo per altro e mi hanno capito”. Non è ben chiaro a che cosa si riferisca la dirigente scolastica ma in ogni caso ha ribadito che “non è un’imposizione”.

 

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