Nuova flottiglia verso Gaza, partenza annunciata a marzo prossimo
Attivisti internazionali preparano spedizione marittima per sfidare il blocco israeliano, con possibili partenze coordinate da diversi porti mediterranei. L’operazione comprenderebbe anche un convoglio umanitario via terra, coordinato con la missione marittima.
Una nuova spedizione civile via mare verso la Striscia di Gaza è stata annunciata per la fine di marzo 2026 da una rete internazionale di organizzazioni umanitarie e movimenti di solidarietà. L’iniziativa, che secondo i promotori dovrebbe rappresentare la più ampia flottiglia mai organizzata negli ultimi anni, punta a trasportare aiuti umanitari e a contestare il blocco imposto da Israele sull’enclave palestinese.
Gli organizzatori parlano di oltre cento imbarcazioni e della partecipazione di centinaia di volontari provenienti da diversi Paesi. La partenza simbolica sarebbe fissata per il 29 marzo, con un coordinamento tra più porti del Mediterraneo. Tra gli scali indicati nelle comunicazioni preliminari figurano città spagnole, nordafricane e alcune località europee, anche se i dettagli logistici restano in fase di definizione.
La missione, denominata da alcuni promotori come una nuova “flottiglia di solidarietà”, dovrebbe includere personale medico, tecnici e attivisti con l’obiettivo dichiarato di consegnare forniture sanitarie, alimentari e materiali di prima necessità alla popolazione civile di Gaza, duramente colpita dalla crisi umanitaria e dalle conseguenze del conflitto. L’operazione comprenderebbe anche un convoglio umanitario via terra, coordinato con la missione marittima.
Esperienze analoghe in passato hanno generato forti tensioni diplomatiche e interventi militari. Diverse spedizioni precedenti sono state intercettate dalle autorità israeliane prima di raggiungere la costa di Gaza, con sequestri delle imbarcazioni e fermo dei partecipanti. Anche per questo, la nuova iniziativa è osservata con attenzione dalla comunità internazionale e dai governi coinvolti.
Al momento non risultano conferme ufficiali da parte delle autorità statali sui porti che potrebbero ospitare le partenze, né sulle eventuali autorizzazioni necessarie. Gli sviluppi organizzativi e politici delle prossime settimane saranno determinanti per capire se la spedizione riuscirà effettivamente a prendere il mare.
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