Le donne afghane non possono curarsi.
L’ultimo provvedimento sadico dei talebani nei confronti delle donne afghane: impedire loro addirittura di frequentare scuole per diventare infermiera o ostetrica.
E nessuno al mondo sta al loro fianco (forse solo Meryl Streep). Non i governi. Non l’Europa (figurarsi se l’Europa riesce a sposare una buona causa).
L’ultimo provvedimento sadico dei talebani nei confronti delle donne afghane: impedire loro addirittura di frequentare scuole per diventare infermiera o ostetrica. Ogni altra scuola era preclusa. Seppellite sotto il burqa alle donne viene impedita l’ultima possibilità di svolgere un ruolo attivo nella società. Relegate nella prigione di casa, segregate dal resto del mondo, puri oggetti velati in possesso di energumeni maschi che teorizzano e praticano l’oppressione totale di bestie da soma che non possono nemmeno mostrare il loro volto.
Con questo provvedimento di crudeltà assoluta – e questo è l’aspetto che suscita ancora più sgomento – le donne afghane non potranno nemmeno più curarsi, perché è assolutamente vietato che in Afghanistan medici uomini possono mettere le mani sul corpo di una donna, a meno che non sia del proprietario, il marito o il padre, che esercita su di lei un dominio incondizionato. Non possono studiare, non possono lavorare, non possono fare le infermiere, non possono farsi nemmeno curare. Un orrore dietro l’altro. Nella solitudine inconsolabile delle donne afghane. Nessuno al mondo sta al loro fianco (forse solo Meryl Streep). Non i governi. Non l’Europa (figurarsi se l’Europa riesce a sposare una buona causa). Non organizzazioni come Amnesty International, che dalla difesa dei diritti umani sono passati alla guerra santa contro Israele. Non le femministe di “Non una di meno” che battagliano sulle desinenze anziché sui diritti delle donne oppresse. Sole. E nemmeno curate in caso di malattia. Vergogna.
Di Hffpost
Altre Notizie della sezione
Errori senza colpa: cosa dicono davvero i numeri sulla disciplina dei magistrati
02 Febbraio 2026Archiviazioni a raffica, pochissime azioni disciplinari e una trasparenza ridotta al minimo: la relazione del procuratore generale mostra che il problema non è solo l’organo giudicante: è un sistema che, per come è costruito, fatica a produrre sanzioni credibili
Il Cnf denuncia gravi omissioni nelle indagini svizzere
30 Gennaio 2026Greco (Presidente Cnf), “giusta la pressione del governo italiano”.
Svizzera. Da Roma minacce al nostro Stato di diritto
29 Gennaio 2026Cresce la tensione con l'Italia dopo la scarcerazione di Moretti. A febbraio l'incontro tra gli investigatori svizzeri e gli inquirenti italiani.
