Con che legge elettorale si voterà?
Non c’è stato tempo di cambiare la legge elettorale che molti partiti invocavano e resta quella in vigore. La legge elettorale con cui si andrà a votare il 25 settembre sarà il “Rosatellum”.
Il nome viene da Ettore Rosato del Pd di Renzi e fu emanata prima del taglio dei parlamentari deciso anche con il referendum lo scorso anno. Da mesi molti partiti invocano un cambio della legge elettorale ma non essendo arrivato un accordo, a settembre voteremo di nuovo con questa legge. All’indomani del taglio dei parlamentari deciso dal referendum costituzionale, i collegi sono stati ridisegnati.
Il Rosatellum prevede l’elezione di 200 senatori e 400 deputati. Si tratta di un sistema misto: ovvero un terzo dei seggi delle camere viene eletto con sistema maggioritario in scontri diretti nei collegi uninominali. Mentre il restante con un sistema proporzionale. Il voto che indichiamo, una parte va al candidato scelto della lista uninominale, nella parte proporzionale a una lista dove chi prende il 21% eleggerà il 21% dei parlamentari. Questo sistema favorisce le grandi coalizioni e penalizza i partiti piccoli e che si presentano da soli perché più è grande la coalizione più è probabile prendere voti.
Il 25 settembre si voterà alle elezioni anticipate per la nuova legislatura dopo che il presidente Mattarella ha sciolto le camere. Questa è la prima volta che in Italia si vota in autunno. I partiti hanno poco tempo per presentare le liste e quindi fare eventuali coalizioni. Come toccherà al Pd dopo la rottura con i 5 stelle. Al partito democratico non conviene, come a nessn altro partito, correre da solo insieme solo a Sinistra Italiana e Verdi. Per questo si sta guardando intorno e mira a partiti di centro – escluso Renzi – come Azione e +Europa di Calenda e Bonino.
Il Pd, già da tempo insofferente del M5S, invocava il cambio di una legge elettorale a cui però si è sempre opposta la destra a cui questa legge fa comodo. Essendosi ridotti i tempi ora la legge elettorale resterà il Rosatellum, con la novità dei taglio dei parlamentari deciso dalla riforma costituzionale. I deputati passeranno da 630 a 400 mentre i senatori da 315 a 200. Secondo il sistema uninominale ogni partito o coalizione presentano un solo candidato in ogni collegio. Il candidato eletto per ogni collegio è chi prende un voto in più rispetto agli altri. Per questo fa comodo far parte di grandi coalizioni. Mentre per il proporzionale invece di un candidato c’è una lista. Chi prende un tot di percentuale eleggerà quel tot di parlamentari.
Per quanto riguarda lo sbarramento, i partiti dovranno ottenere almeno il 3% dei voti. Pe quanto riguarda le coalizioni invece devono raggiungere il 10%. Altrimenti non si eleggerà alcun parlamentare di quel partito o quella coalizione.
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