Chiesto l'arresto per corruzione di Gaetano Armao: l'ex vicepresidente di Regione Sicilia
Perquisizioni in casa e negli studi a Palermo e Roma. Misure cautelari chieste per altre 8 persone, tra cui vari imprenditori.
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La procura di Palermo ha chiesto l‘arresto di Gaetano Armao, ex assessore all’Economia ed ex vicepresidente della Regione Sicilia. A carico del sessantaquattrenne, molto noto nella vita pubblica siciliana, gli inquirenti ipotizzano i reati di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e corruzione per l’esercizio della funzione. Chieste le misure cautelari anche per altre otto persone, tra cui l’avvocato Pietro Luigi Matta e alcuni imprenditori.
La richiesta di misure cautelari per Armao è arrivata dopo una serie di perquisizioni ordinate dalla procura per prevenire l’inquinamento di possibili elementi di prova. L’ufficio palermitano ha passato al setaccio gli studi a Palermo e a Roma e l’abitazione privata di Gaetano Armao, marito dell’ex capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi. Gli agenti della polizia giudiziaria starebbero perquisendo anche alcuni uffici regionali in presenza di un magistrato della procura, essendo Armao un avvocato di professione. Lo stesso 64enne è stato convocato dal gip per essere interrogato, un passaggio decisivo per la conferma della misura chiesta dagli inquirenti. Fino ad agosto, Armao è stato presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale.
L’emissione di una misura cautelare è stata richiesta anche per un lungo elenco di professionisti, pubblici ufficiali e imprenditori che avrebbero – secondo l’ipotesi della procura di Palermo – beneficiato di diversi favori. Tra le persone coinvolte ci sarebbero il deputato regionale del Movimento per l’Autonomia Giuseppe Geremia, Giuseppe Argirò, Benedetta Costanzo, Lombardo, Mario Lupo, Marco Gentile Malacarne, Pietro Luigi Matta, Sergio Vella e Luigi Zancla.
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