Superbonus: ormai è caos
Allarme su decreto antifrodi, 'sì ai controlli, no a retroattività'
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Il cosiddetto decreto antifrodi, in vigore dallo scorso 12 novembre, “definisce la normativa d’urgenza per far fronte al grave problema degli abusi, verificatisi con l’introduzione delle agevolazioni edilizie, non tenendo, però, in considerazione le conseguenze pratiche per i professionisti”, giacché le disposizioni “riguardano anche i lavori già avviati e in corso di esecuzione, e i conseguenti costi non rientrano tra gli accordi contrattuali già chiusi tra clienti, professionisti e imprese”, dunque è “necessaria una loro revisione”.
Lo si legge nella nota congiunta di Ordini, Collegi e Federazioni professionali (di ingegneri, architetti e geometri), nonché di Associazioni di categoria (come l’Ance, Associazione costruttori edili) torinesi, ma anche piemontesi e della Valle d’Aosta, che si esprimono sui ‘nodi’ della disciplina degli incentivi e, in particolare, del Superbonus 110%; si segnala, poi, “l’obbligo retroattivo del visto di conformità e dell’asseverazione della congruità dei costi anche alle iniziative in corso” che “ha provocato il blocco dell’operatività delle piattaforme che gestiscono le cessioni dei crediti d’imposta da bonus edilizi, gettando nell’incertezza gli operatori e i contribuenti interessati dagli interventi agevolati (e i chiarimenti forniti sino a oggi dall’Agenzia dell’Entrate sono insufficienti a risolvere il problema)”, si precisa.
Per i firmatari della nota “sono tante le criticità che stanno trasformando il Superbonus da opportunità a totale caos”.
Con riferimento ai bonus ristrutturazione, si chiede la possibilità di prorogare quello al 90% “per tutto il 2022, considerando il successo ottenuto e la rivalorizzazione di molti immobili, nel centro e nelle periferie.
E – si legge, infine – proprio le proroghe, in generale, rappresentano un ulteriore tasto dolente per il Superbonus 110%, a causa della loro tardiva comunicazione a fine anno, unitamente alla Legge di Bilancio: è necessario, invece, che esse siano valutate in coerenza con le tempistiche di mercato”.
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