L’Europa dorme. Putin avanza
Droni al confine, tappeti rossi a Washington, selfie a Bruxelles. Il nuovo patto di Monaco è già scritto.
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Chamberlain sorride ai fotografi. Firma il trattato di Monaco. La Cecoslovacchia è consegnata a Hitler. “Pace”, dice. Un anno dopo, guerra totale. 1939. Stalin e Hitler spartiscono la Polonia. Storia vecchia? No, la stiamo riscrivendo. Oggi: Putin prova i muscoli. Trump stende tappeti rossi. Bruxelles conta Pride, bilanci, post Instagram.
Putin non scherza. Cecenia, Georgia, Crimea, Donbass. Ogni conquista è un mattone nella sua mappa imperiale. Ora l’Ucraina. Se cade, l’Europa trema. Baltici, Polonia, vecchi Paesi del Patto di Varsavia: obiettivi concreti. La NATO? Una promessa fragile.
La Russia è fragile. Ma è proprio la debolezza che la rende pericolosa. Un gigante coi piedi d’argilla può colpire dove fa più male. Aggressivo. Calcolatore. Spietato.
E l’Europa? Dorme. Si divide. Si nasconde dietro retorica, selfie e protocolli. Leader mediocri parlano di valori mentre il Cremlino fa le prove per l’attacco. Italia: Conte tra dirette social, Bonelli tra proclami, Salvini e i filorussi silenziosi. Meloni? Parole tiepide. Travaglio elenca colpe inesistenti della Polonia come se servisse giustificare la prepotenza russa.
Il vero pericolo? Non Putin. La minorità intellettuale. La pavida grettezza della classe dirigente europea. Niente visione. Nessuna spina dorsale. Nessuna strategia. Solo tatticismi, schermaglie e selfie istituzionali.
Non servono nuovi Chamberlain. Non servono strette di mano. Non servono tappeti rossi. Servono leader che dicano la verità: Putin prova l’Europa. Ogni esitazione lo incoraggia. Se Kiev cade, il domino parte. L’Europa abdica. Diventa spettatore. Colonia diplomatica. Terreno di conquista.
La Storia non perdona la viltà. Bruxelles può svegliarsi. O continuare a ballare. Ma i carri armati non aspettano. Il tempo sta finendo.
Dove sono i pacifisti di casa nostra? Elly-Bonelli Conte tra un Gay Pride e l’altro? Non domandano a Meloni di venire in Parlamento? E dove sono i filorussi…? Dove è Salvini? Ora, naturalmente, Travaglio e colleghi ci informeranno sul lungo elenco delle colpe della Polonia nei confronti della povera Russia. Tutto già visto. “La Polonia si è permessa di esistere senza chiedere il permesso alla grande madre patria russa!”
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