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La Lega Araba condanna il 7 ottobre.

E chiede a Hamas di disarmare e lasciare Gaza, per uno Stato palestinese.

La Lega Araba condanna il 7 ottobre.

La Dichiarazione di New York firmata tra gli altri da Qatar, Arabia Saudita, Egitto, Giordania e Turchia condanna (per la prima volta) gli attacchi del 7 ottobre, esorta la milizia palestinese a liberare gli ostaggi, cedere le armi all’Anp, rinunciare al dominio nella Striscia. Invita inoltre Israele a porre fine alla guerra in corso da 21 mesi e accettare una Palestina sovrana e indipendente

I paesi arabi chiedono a Hamas di fare concretamente la sua parte per porre fine alla guerra a Gaza. Una dichiarazione, firmata tra gli altri da Qatar, Arabia Saudita, Egitto, Giordania e Turchia condanna per la prima volta l’attacco terroristico del 7 ottobre 2023, esorta la milizia palestinese a liberare gli ostaggi, a disarmare e a porre fine al suo controllo sulla Striscia di Gaza. Allo stesso tempo invita Israele a terminare la guerra in corso dal 21 mesi, ad accettare uno Stato palestinese e il “diritto al ritorno”.

Il documento, sottoscritto dalla Lega Araba, dall’Unione Europea e da altre 17 nazioni, punta così a spezzare il controllo di Hamas su Gaza come parte di una soluzione a due stati volta a prevenire ulteriori spargimenti di sangue e sofferenze per la popolazione palestinese, limitando i danni della crisi umanitaria che sta sconvolgendo la Striscia. “Nel contesto della fine della guerra a Gaza, Hamas deve porre fine al suo dominio a Gaza e consegnare le sue armi all’Autorità Nazionale Palestinese, con l’impegno e il sostegno della comunità internazionale, in linea con l’obiettivo di uno Stato palestinese sovrano e indipendente”, si legge nella dichiarazione.

La “Dichiarazione di New York” definisce un piano graduale per porre fine al conflitto durato quasi ottant’anni e alla guerra in corso a Gaza. Il piano culminerebbe con una Palestina indipendente e smilitarizzata. “Abbiamo sostenuto l’invio di una missione temporanea di stabilizzazione internazionale su invito dell’Autorità Palestinese e sotto l’egida delle Nazioni Unite e in linea con i principi delle Nazioni Unite, che sarà affidata al Consiglio di sicurezza dell’Onu, con un adeguato supporto regionale e internazionale”.

Nell’ambito della Conferenza dell’Onu, voluta dalla Francia di Emmanuel Macron e dall’Arabia Saudita di Mohammed bin Salman – e disertata da Stati Uniti e Israele – Parigi ha annunciato che a settembre riconoscerà lo Stato palestinese; una simile decisione è stata annunciata ieri dal Regno Unito. Israele ha respinto qualsiasi prospettiva di una soluzione a due Stati definendola una “ricompensa” per Hamas, stesse parole usate ieri da Donald Trump nella sua presa di distanze dall’annuncio di Parigi e Londra. Sebbene in precedenza Israele abbia affermato di essere aperto a un accordo che preveda la smilitarizzazione di Gaza e l’esilio dei leader di Hamas, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha sostenuto che la soluzione dei due stati non è più sul tavolo; ha contestualmente respinto qualsiasi prospettiva che veda il potere su Gaza nelle mani dell’Autorità Nazionale Palestinese guidata da Mahmoud Abbas. 

Di HuffPost

 

LA DICHIARAZIONE DI NEW YORK

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