Il silenzio che uccide Urla contro Israele.
Urla contro Israele. Silenzio su Mosca e Kiev. La sinistra italiana mostra il volto dell’ipocrisia.
Droni su Copenaghen e Oslo. Aeroporti paralizzati. Infrastrutture civili sotto assedio. La premier danese parla chiaro: Mosca non può essere esclusa.
In Italia, il silenzio è tombale.
Elly Schlein e il Pd balbettano frasi neutre. Giuseppe Conte e i 5 Stelle parlano di “preoccupazione”, ma mai di aggressione. I centri sociali e i pacifisti “solo a metà” riempiono piazze contro Israele, ma non una parola sui cieli danesi, sulle città ucraine sotto assedio.
Due pesi. Due misure.
Israele reagisce al terrorismo di Hamas: l’indignazione esplode. Raid? Strage. Intervento? Crimine. Piazza e social in fiamme.
La Russia invade, destabilizza, paralizza aeroporti: silenzio.
Selezionare le vittime è ipocrisia. Scegliere le cause è complicità.
Diritti umani a corrente alternata. Sovranità da rispettare solo se comoda. L’ideologia prima della realtà. L’ipocrisia sopra la verità.
Il silenzio non è innocuo. È alleato di chi aggredisce. Di chi semina paura. Di chi viola i confini europei senza arrossire.
La sinistra italiana deve scegliere.
Con la verità. Con la coerenza. Con la sicurezza.
O restare prigioniera del moralismo selettivo.
Fino a quel momento, ogni parola sarà vuota. Ogni corteo sarà inutile. E la credibilità, già perduta, resterà sepolta sotto tonnellate di ipocrisia.
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