Il governo ci ripensa sul Superbonus
Sblocco per i crediti d'imposta da Superbonus ceduti fino al 10 novembre scorso.
Le banche che li hanno acquistati, ma anche i fornitori che hanno fatto lo sconto, potranno utilizzarli in compensazione in dieci invece che in quattro anni.
Questa la soluzione trovata dal governo e messa nero su bianco nel testo del decreto Aiuti quater che sarà in Gazzetta stasera e quindi in vigore da domani.
La possibilità di spalmare la compensazione del credito su più anni punta a consentire alle banche di liberare immediatamente risorse e quindi sbloccare le pratiche rimaste in sospeso, ridando fiato al mercato nell’immediato. Il problema principale da risolvere in questo momento, infatti, è legato alle tante operazioni in attesa di conferma da parte degli istituti che hanno raggiunto il plafond per la compensazione fiscale delle somme acquistate, fino ad oggi da utilizzare obbligatoriamente in quattro anni. Un arco di tempo estremamente limitato per somme ingenti da utilizzare che ha determinato lo stop alle nuove pratiche e l’impossibilità di molte imprese di recuperare liquidità, a fronte delle cessioni rimaste nel limbo in attesa di risposta. Un numero più alto di rate consente di gestire più agevolmente queste somme e quindi di trovare nuovi margini di operatività.
Come specificato nel decreto si tratta comunque di una soluzione che interviene solo sul pregresso, ossa sulle operazioni già chiuse al 10 novembre scorso. Solo per queste operazioni i cessionari possono ripartire i credi acquistati in quote annuali, di pari importo, fino ad un massimo di dieci.
La stessa scelta può essere fatta da parte dei fornitori che hanno applicato lo sconto in fattura e che dovessero decidere di utilizzare la compensazione invece che cedere a loro volta il credito alle banche.
Sono in fatti interessati a queste misure tutti i cessionari, quindi tutti coloro che hanno acquistato crediti e non solo le banche, sempre che, come detto, l’operazione di cessione sia stata già perfezionata al 10 novembre scorso.
Non cambia nulla, invece, per contribuenti interessati ai lavori. In questo caso, infatti, la detrazione può essere sempre e solo ripartita in quattro anni.
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