Fis: più tempo per dichiarazione del fruito
Accolta la richiesta del Cno. Termini più congrui ai datori per presentare la documentazione per le giornate effettivamente fruite per l’assegno.
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“Un termine ordinatorio, non perentorio” per permettere ai datori di lavoro di presentare le dichiarazioni per le giornate effettivamente fruite per l’assegno erogato dal FIS (fondo di integrazione salariale). Nessuna scadenza tassativa al 27 gennaio 2023, termine previsto inizialmente per le dichiarazioni in oggetto, come annunciava l’Inps con il messaggio n. 4653 del 28 dicembre 2022. Lo ha anticipato il Direttore Generale Vicario Inps, Antonio Pone, nel corso della prima puntata del 2023 di “Diciottominuti – Uno sguardo sull’attualità”, andata in onda lo scorso 12 gennaio. Dopo le criticità segnalate dai Consulenti del Lavoro, l’Inps ha accolto la richiesta del Consiglio nazionale, vale a dire consentire alle imprese di disporre di termini più “ragionevoli e congrui per ricalcolare le settimane Fis in ragione delle giornate effettivamente fruite”. “Possibilità estesa dalla CIGO al FIS, anche su istanza del Consiglio nazionale, poi accolta dall’Istituto”, come ha spiegato il Segretario del CNO, Giovanni Marcantonio, che durante il suo intervento in trasmissione ha ricostruito l’iter che ha poi portato all’accoglimento dell’istanza. “Il termine dei 30 giorni non è un termine perentorio” ha assicurato Pone. “Le sedi potranno accogliere la procedura e gestire anche i file inviati successivamente. Qualora le sedi avessero già gestito in assenza dell’invio le istruttorie potranno rivederle in autotutela.
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