Europa, svegliati
L’Europa dorme mentre il mondo brucia. Se non ci svegliamo, la prossima guerra non busserà: entrerà.
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Putin avanza. Mezzo paese ucraino fino al Dnipro potrebbe cadere, e nessun esercito occidentale lo fermerà. Finché Mosca non decide di fermarsi da sola, Kiev è un cuscinetto, non una difesa.
Un’implosione della Russia? Peggio della guerra: tanti piccoli stati armati di nucleare guidati da tanti piccoli Putin. Nessuno se ne accorgerebbe prima che sia troppo tardi.
L’Europa continua a illudersi che gli Stati Uniti siano una scialuppa di salvataggio. Non lo sono. Ci dobbiamo difendere da soli. Armarsi non per fare la guerra, ma per non subirla. Una deterrenza credibile, non illusioni.
Intanto il mondo brucia: Gaza, Iran, Afghanistan. Tragedie enormi ignorate perché non fanno notizia, non toccano i nostri schermi. E noi, nella nostra società, siamo divisi: amiamo criticare l’Occidente, ma viviamo al suo interno. È questa la falla più pericolosa.
In Italia, la politica estera resta coerente, ma la pancia del paese va altrove. Chi parla di truppe in Ucraina sa che il voto lo travolgerà. La coerenza paga poco quando la paura e l’indifferenza guidano le scelte della maggioranza.
Il merito va riconosciuto a chi resta dalla parte giusta. Ma non basta. Se non ritroviamo fiducia in noi stessi, se non impariamo a difendere ciò che siamo, i nostri nemici non dovranno batterci: troveranno le porte spalancate.
Europa, svegliati. Il futuro non aspetta chi dorme.
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