Anno: XXVIII - Numero 10    
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Decreto Pnrr cosa cambia

Addio alle ricevute del Pos, carte d’identità elettroniche quasi a vita per gli over 70 e tessera elettorale che passa al digitale.

Decreto Pnrr cosa cambia

Il decreto Pnrr su cui lavorano da settimane i tecnici del governo, atteso in Consiglio dei ministri a breve, nasce per accompagnare l’ultima fase di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e delle politiche di coesione. Il provvedimento prende le mosse dalla revisione del Recovery italiano approvata dalla Commissione europea lo scorso dicembre e punta ad accelerare investimenti e riforme, incidendo direttamente sulla vita quotidiana. Ecco cosa sapere.

Fine dell’obbligo di conservare le ricevute Pos

Il decreto elimina l’obbligo di conservazione decennale delle ricevute cartacee rilasciate dai terminali Pos in caso di pagamenti elettronici. Una prescrizione che, come viene chiarito nella relazione illustrativa, rappresenta un onere spesso difficile da rispettare sia per le imprese sia per i cittadini, ai quali può essere richiesto di dimostrare pagamenti effettuati anni prima. Le ricevute Pos, viene ribadito nel testo, costituiscono una mera prova dell’avvenuto pagamento e non hanno valore di documento contabile ai fini fiscali o di bilancio. Da qui la scelta di superare un adempimento ritenuto non strettamente necessario rispetto alle finalità per cui il documento è emesso.

Carte d’identità elettroniche: durata estesa per gli over 70

Tra le misure centrali figura la riforma della carta d’identità elettronica per i cittadini che hanno già compiuto 70 anni, un intervento su cui lavora da tempo Paolo Zangrillo, Ministro per la Pubblica amministrazione. Le nuove Cie rilasciate a questa fascia di età avranno una validità di cinquanta anni, determinando di fatto una durata sostanzialmente illimitata. Il documento resterà valido anche per l’espatrio. Diverso il regime per le carte già rilasciate agli over 70 prima dell’entrata in vigore delle nuove norme: la loro validità sarà prolungata oltre i dieci anni, ma esclusivamente per l’utilizzo sul territorio nazionale e nei rapporti con la pubblica amministrazione.

Tessera elettorale digitale e integrazione con le piattaforme

Sempre nell’ambito delle misure di semplificazione, il decreto introduce la possibilità di richiedere e utilizzare la tessera elettorale in formato digitale. La nuova modalità si affianca a quella tradizionale e si fonda sull’Anagrafe nazionale della popolazione residente, che renderà disponibile il documento sulla base dei dati anagrafici integrati. I dettagli operativi – dalle caratteristiche tecniche alle modalità di utilizzo – saranno definiti con uno o più decreti da adottare entro dodici mesi dalla conversione del provvedimento. I decreti dovranno anche chiarire se e come la tessera elettorale confluirà nel sistema It-Wallet, il portafoglio digitale italiano.

Regole di utilizzo e garanzie contro gli abusi

La normativa attuativa disciplinerà anche l’uso della copia analogica, limitandone l’impiego al solo seggio di iscrizione dell’elettore. L’obiettivo è ridurre il rischio di doppio voto, escludendo tale possibilità per le categorie ammesse a votare in seggi diversi da quello di appartenenza. Le attività tecniche sono finanziate con risorse Pnrr e affidate a Sogei, nell’ambito del potenziamento dei servizi Anpr.

Liberalizzazione dei collegamenti ferroviari Intercity

Sul fronte dei trasporti, il decreto apre alla liberalizzazione dei collegamenti ferroviari Intercity attraverso l’avvio di gare pubbliche. Le procedure saranno precedute da una ridefinizione dell’ambito dei servizi, basata su analisi di mercato e condotta secondo le metodologie dell’Autorità di regolazione dei trasporti e gli orientamenti della Commissione europea. I contratti di servizio saranno suddivisi in lotti considerati contendibili. A supporto del nuovo assetto viene autorizzata la costituzione della Rolling Stock Company pubblica, Asset Ferroviari Italiani S.p.A. (AFI), con il compito di garantire l’accesso non discriminatorio al materiale rotabile per gli operatori che si aggiudicheranno i servizi.

Trasparenza nei contratti Tlc

Tra le novità che vanno oltre i temi documentali, il decreto introduce anche un obbligo di maggiore chiarezza per gli operatori delle telecomunicazioni. Al momento della sottoscrizione di un abbonamento, le aziende dovranno indicare in modo esplicito quali soluzioni tecnologiche sono disponibili per garantire il miglior servizio possibile presso l’unità immobiliare dell’utente. La misura mira a evitare pratiche che possano limitare l’effettiva fruizione delle infrastrutture di nuova generazione, assicurando che il cliente possa beneficiare della tecnologia più avanzata realmente disponibile.

Isee più automatico per l’accesso alle agevolazioni

Un altro capitolo rilevante riguarda l’accesso alle prestazioni e alle agevolazioni legate all’Isee. Scuole, università, Comuni e altre amministrazioni pubbliche potranno acquisire d’ufficio dall’Inps, attraverso la Piattaforma digitale nazionale dati, l’indicatore necessario per valutare il diritto a un beneficio. Il meccanismo renderà più semplice e rapido il riconoscimento di agevolazioni come le tasse universitarie ridotte o l’accesso a determinati servizi, riducendo la documentazione richiesta ai cittadini.

L'”ultimo miglio” del Pnrr e i controlli

Il decreto rafforza anche gli strumenti di monitoraggio per accompagnare il Pnrr nella sua fase finale. Entro 45 giorni dovranno essere trasmessi al sistema Regis i cronoprogrammi degli interventi, così da consentire un controllo puntuale sull’avanzamento dei progetti e sul rispetto degli obiettivi. In caso di inadempienze accertate dalla Commissione europea sono previsti meccanismi sanzionatori e il recupero delle risorse non utilizzate. Ad oggi l’Italia ha già ricevuto 153 miliardi sui 194,4 miliardi complessivi e ha richiesto a dicembre la nona e penultima rata da 12,8 miliardi, con l’obiettivo di arrivare a 110 miliardi di spesa già effettuata.

Proroghe, fondi speciali e politiche di coesione

Per facilitare l’attuazione del Piano, il decreto proroga fino a tutto il 2026 gli incarichi della Struttura di missione Pnrr istituita a Palazzo Chigi. Viene inoltre affidata a Invitalia la gestione per fondo degli investimenti nel settore idrico, con una durata che potrà estendersi oltre il 2026. Accanto al Pnrr, trovano spazio anche misure legate ai fondi di Coesione: tra queste, risorse dedicate allo sviluppo del turismo, con uno stanziamento di 200 milioni, e interventi per il miglioramento delle infrastrutture stradali nei Comuni delle aree interne. Un pacchetto che punta a rendere più efficiente la spesa e a sostenere la crescita dei territori meno centrali.

 

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