Anno: XXV - Numero 57    
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Concordato preventivo: dall’INT una nota alla Commissione ISA

Si chiedono indicazioni applicative di semplificazione e richieste di chiarimento.

Concordato preventivo: dall’INT una nota alla Commissione ISA

Dopo la partecipazione  alla  riunione del 15 marzo della Commissione di esperti per gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) , relativa al Concordato preventivo biennale per i soggetti che applicano gli ISA, a cui hanno partecipato per l’Istituto Nazionale Tributaristi (INT) il suo rappresentante in Commissione esperti Giorgio Del Ghingaro, Vice Presidente vicario INT, e il Consigliere Salvatore Cuomo, componente della Commissione fiscalità INT, è stata inviata una nota alla Commissione ministeriale contenete indicazioni di semplificazione e di chiarimento rispetto alla metodologia per la determinazione delle proposte di Concordato Preventivo Biennale (CPB).

Queste alcune delle indicazioni inviate: definizione dell’esatto perimetro dei debiti tributari per la verifica della soglia dei 5 mila euro il cui superamento inibisce al CPB, l’INT auspica che si tratti dei debiti iscritti a ruolo che contengono già indicazione precisa di sanzioni e interessi, altrimenti l’individuazione sarebbe di fatto estremamente complessa e a rischio di contestazioni; in merito alla decadenza e seguito eventi calamitosi l’INT propone di includere oltre alle attività direttamente colpite anche quelle dell’indotto collegate anche se non direttamente colpite dagli eventi; sempre in tema di decadenza dal CPB l’INT ha posto l’accento sui soggetti che nel corso del periodo concordatario iniziano un’attività aggiuntiva a quella già esercitata, proponendo che la decadenza decorra dall’anno successivo all’inizio dell’attività aggiuntiva. Circa poi l’ambiziosissimo obbiettivo di portare tutti i soggetti ISA a raggiungere il voto 10 l’INT ha evidenziato come tale traguardo, non individuabile nella norma originaria del CBP, possa essere raggiunto solo per step e quindi un incremento del “voto obiettivo” graduale e che sia valutata inoltre una diminuzione dell’adeguamento per coloro che hanno un punteggio ISA nella fascia da 8 a 10. Data l’importanza degli ISA sull’ applicazione del CPB l’INT ha ribadito  che, per avere risultati sempre più in linea con l’effettivo andamento dei ricavi dei soggetti ISA, si rivedano i dati collegati agli addetti, in particolare al costo del personale dipendente, proponendo che il costo del primo dipendente non incida nella determinazione dei valori ISA, soprattutto nelle micro imprese. “Siamo tornati sul valore degli addetti che avevamo già in passato indicato come dato da rivedere e con un impatto eccessivo sugli ISA” sottolinea il Presidente dell’INT Riccardo Alemanno, che precisa “ora con gli ISA che determineranno i valori della proposta concordataria è ancora più importante avere risultati che tengano sempre più presente la realtà operativa, per questo abbiamo evidenziato come il primo dipendente soprattutto nelle micro attività non costituisca un elemento di maggiore produttività, ma di mero mantenimento dell’ attività ad esempio quando il titolare fosse impegnato nel seguire le incombenze amministrative, sempre più pressanti e presenti,  o impossibilitato per altre cause,

la metodologia applicativa deve evitare complicazioni e di affidarsi a valutazioni che non tengano conto della realtà soggettiva. Il CPB costituirà un gravoso impegno anche per i professionisti che assistono, in qualità di intermediari fiscali, i contribuenti ISA, noi tributaristi INT non ci sottraiamo a tale impegno, seguiremo con attenzione e in modo propositivo l’evoluzione applicativa della norma e daremo il nostro contributo di esperienza  e di competenza.”

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