Tecnologi alimentari, 'sì a esclusiva sulle nostre competenze'
La presidente Mongiello ascoltata sulla riforma professionale.
“La principale criticità che oggi caratterizza la nostra professione è la mancanza di una chiara definizione delle attività riservate, o prevalenti” ed è “una lacuna normativa che genera sovrapposizioni con altre professioni, incertezze operative e, soprattutto, una sottovalutazione del ruolo strategico che il tecnologo alimentare può e deve svolgere per la tutela della salute pubblica e della qualità del sistema agroalimentare”, dunque “riconoscere formalmente queste competenze come esclusive, o prevalenti” della categoria “significa garantire che tali attività siano svolte da chi possiede la preparazione adeguata, nell’interesse della collettività”.
A sostenerlo la presidente del Consiglio nazionale dei tecnologi alimentari, Laura Mongiello, ascoltata in commissione Giustizia al Senato in merito alla riforma delle professioni, varata dal Consiglio dei ministri dello scorso settembre; la rapidità con cui evolvono le tecnologie alimentari, le normative europee e internazionali, aggiunge, nonché “le esigenze di sostenibilità e le sfide poste dalle emergenze sanitarie e ambientali richiedono un sistema di formazione continua strutturato ed efficace”, perciò “condividiamo pienamente i criteri direttivi del ddl in materia di formazione obbligatoria e riteniamo necessario sviluppare un sistema di specializzazioni dell’area tecnica con definizione pluriennale dei fabbisogni formativi”, chiude la presidente.
