Corso quinquennale dell’Ateneo di Pavia: la simulazione diventa strategica
Venticinque sessioni annue con progressione graduale della difficoltà per gli specializzandi.
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In un sistema sanitario sotto pressione e in una specialità come la medicina d’emergenza, sempre più complessa e cruciale, l’Università ha messo a punto un curriculum quinquennale strutturato interamente sulla simulazione clinica. Sovraffollamento, lunghe degenze in pronto soccorso e l’ampliamento del ruolo sociale dei dipartimenti di emergenza, richiedono modelli formativi standardizzati. I programmi di specializzazione italiani in questo campo devono affrontare ulteriori sfide, tra cui la qualità formativa variabile e un accesso limitato alla formazione basata sulla simulazione. Per rispondere a questi problemi, l’ateneo pavese ha sviluppato un curriculum quinquennale basato sulla simulazione, integrato nel proprio programma di specializzazione in medicina d’emergenza. Il curriculum dell’Università di Pavia prevede oltre 25 sessioni annue di simulazione per specializzando, con una progressione graduale. Il modello si distingue inoltre per l’innovazione tecnologica, grazie all’uso di skill trainers stampati in 3D e per la qualità della docenza.
“Integrare la simulazione nel programma formativo di una scuola di specializzazione non è facile, ma è affascinante – spiega il Stefano Perlini direttore della Scuola di specializzazione in medicina di emergenza e urgenza, direttore del pronto soccorso del San Matteo e coautore dello studio –. È fondamentale passare dal considerare la simulazione “un’aggiunta a lezioni e tirocini” al renderla una parte del tutto integrante e pianificata nei diversi anni di corso. È una proposta alla quale speriamo altre Scuole vogliano aderire per imparare al meglio mettendo in sicurezza il paziente e il sistema. E anche divertendosi”.
Il Giorno di Pavia
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