Piattaforme digitali, più tutele per i professionisti
Presentate al Senato le osservazioni di Confcommercio Professioni al decreto legislativo che recepisce la direttiva europea sul miglioramento delle condizioni di lavoro mediante piattaforme digitali.
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Confcommercio Professioni ha presentato (insieme ad Aiti e Assointepreti) alcune osservazioni sullo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva europea sul miglioramento delle condizioni di lavoro mediante piattaforme digitali.
Le osservazioni sono state condivise da Confcommercio durante l’audizione presso la X Commissione del Senato del 15 settembre.
Confcommercio Professioni, pur condividendo l’impianto generale della direttiva (la 2024/2831) – tesa a promuovere la trasparenza algoritmica, l’impostazione antropocentrica e la leale concorrenza – ritiene che il testo presenti profili di incertezza applicativa. Per questa ragione, l’associazione che riunisce i professionisti ha avanzato sostanzialmente cinque richieste concrete che riguardano alcuni aspetti particolarmente rilevanti per il lavoro professionale.
Piattaforme e strumenti digitali. Occorre innanzitutto distinguere chiaramente i semplici strumenti digitali, come i Translation Management System (TMS) e i portali per lo scambio di file, dalle piattaforme che effettuano attività di matching o valutazioni automatizzate delle prestazioni. Per fare un esempio, una piattaforma per scambio di file e fatture è totalmente diversa da una piattaforma che seleziona e valuta professionisti con sistemi automatizzati.
Trasparenza e accesso agli incarichi. È stata evidenziata l’esigenza di garantire piena trasparenza sui parametri, sui criteri di quality score e sui sistemi di ranking che possono incidere sull’accesso agli incarichi professionali.
Incarichi. Tra le misure pregiudizievoli Confcommercio Professioni crede che sia indispensabile includere esplicitamente la riduzione progressiva, non motivata o ingiustificata, degli incarichi.
Intelligenza Artificiale. Negli incarichi professionali complessi come le traduzioni mediche o legali, il risultato finale deve essere al centro delle tutele. Si è proposto, pertanto, di estendere la supervisione umana alla qualità del risultato finale per evitare errori generati da AI senza supervisione.
Rappresentanza. Sul fronte della rappresentanza è stata ribadita la necessità di confermare espressamente che le Associazioni Professionali costituite ai sensi della Legge 4/2013 rientrino tra i soggetti ai quali i lavoratori possono conferire specifico mandato per l’esercizio dei diritti di informazione e consultazione.
Un confronto importante per garantire che l’evoluzione delle piattaforme digitali tenga conto anche delle specificità del lavoro professionale.
Qui è possibile scaricare il documento completo contenete le osservazioni presentate.
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