Equo compenso, il Lazio aggiorna la legge
Ora serve il decreto Mimit per tutelare anche le professioni non ordinistiche.
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Confcommercio Professioni accoglie con favore le modifiche approvate alla legge regionale, sollecitando al contempo l’emanazione del decreto attuativo del Mimit per rendere operativa la tutela.
Confcommercio Professioni accoglie con grande soddisfazione l’approvazione del Progetto di Legge regionale n. 202 del 22 aprile 2025, con cui la Regione Lazio ha aggiornato la propria normativa sull’equo compenso recependo le novità introdotte a livello nazionale dalla Legge n. 49/2023.
Già nel 2019, la legge previgente della Regione Lazio aveva rappresentato un importante punto di svolta, includendo tra i beneficiari del diritto a un compenso equo anche i lavoratori svolgenti professioni non organizzate in ordini o collegi, disciplinate dalla Legge n. 4/2013. Un principio che Confcommercio Professioni ha sostenuto fin dall’inizio e che è stato successivamente consolidato nella disciplina nazionale.
Con l’approvazione di questo aggiornamento legislativo, la Regione Lazio ribadisce con forza un principio fondamentale: il diritto all’equo compenso si applica indistintamente a tutte le professioni e a tutti i lavoratori professionali. Viene inoltre pienamente allineata la definizione di equo compenso al dettato nazionale, intendendolo come una remunerazione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, commisurata al contenuto e alle caratteristiche della prestazione, nonché conforme ai parametri ministeriali di riferimento.
Grazie a questo intervento, i professionisti operanti nel Lazio dispongono di un quadro normativo rinnovato e stringente per le prestazioni in favore della Regione, dei suoi Enti strumentali e delle società controllate.
Resta tuttavia aperto un nodo decisivo che rischia di bloccare l’efficacia pratica della norma: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) non ha ancora emanato il Decreto Ministeriale contenente i parametri di riferimento per le professioni della Legge n. 4/2013.
Senza l’adozione di tale Decreto, la tutela dell’equo compenso rimane purtroppo inapplicabile per un’ampia fascia di professionisti, in particolare per coloro che svolgono le attività più recenti, innovative e in costante crescita sul mercato.
Confcommercio Professioni auspica pertanto un rapido intervento del Governo affinché il decreto ministeriale venga emanato al più presto, garantendo piena ed effettiva operatività alle tutele stabilite sia a livello nazionale sia a livello regionale.
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