Telemedicina in farmacia
Le linee Agenas e il ruolo dell'infermiere.
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Agenas ha messo in consultazione pubblica il modello per erogare televisita, telemonitoraggio, teleconsulto e teleassistenza nelle farmacie convenzionate, a partire da quelle rurali. La farmacia fa da punto di accesso tecnico-logistico, mentre la responsabilità clinica resta a chi eroga la prestazione, infermiere compreso.
Cosa prevede il documento
L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS) ha pubblicato le «Linee di indirizzo per l’erogazione di servizi di telemedicina nelle farmacie convenzionate» (1,2). Il testo attua il Protocollo d’intesa firmato con Federfarma il 21 marzo 2025 e offre a Regioni e Aziende sanitarie un modello organizzativo da declinare con accordi locali. L’adesione delle farmacie è volontaria.
Il bersaglio sono le aree interne, i piccoli comuni e le zone rurali, dove un paziente cronico può fare decine di chilometri per un ECG. Le farmacie urbane possono aderire se dispongono di apparecchiature idonee e interoperabili (1). Il quadro normativo parte dal D.Lgs. 153/2009 sulla farmacia dei servizi (3), passa per il DM 77/2022 sull’assistenza territoriale (4) e arriva alla Legge di Bilancio 2026, che integra in modo stabile nel Servizio sanitario nazionale (SSN) i servizi resi dalle farmacie (1).
Le prestazioni di telemedicina erogabili in farmacia
AGENAS propone una cornice orientativa, non un elenco vincolante (1):
- Televisita: il medico visita a distanza, la farmacia garantisce spazio riservato, connessione e supporto.
- Telemonitoraggio e telecontrollo: rilevazione di parametri (pressione arteriosa, glicemia, saturazione) con dispositivi certificati e trasmissione ai professionisti.
- Teleconsulto: confronto tra MMG/PLS e specialista, anche con il paziente presente.
- Teleassistenza: collegamento video tra professionista e paziente o caregiver per programmi educativi, aderenza terapeutica, tele-educazione su pratiche domiciliari.
- Esami di telecardiologia e spirometria: il farmacista applica il dispositivo, un centro di tele-refertazione restituisce il referto firmato.
Tutto parte da una prescrizione medica. La scelta tra presenza e distanza spetta al prescrittore. I dati viaggiano sulle Infrastrutture regionali di telemedicina (IRT), collegate alla Piattaforma nazionale di telemedicina (PNT) e al Fascicolo sanitario elettronico (FSE) (1).
Telemedicina in farmacia: il ruolo dell’infermiere
Il documento parla soprattutto di farmacisti, ma due passaggi riguardano da vicino la professione infermieristica.
Il primo è la teleassistenza. AGENAS la definisce un atto professionale «che rientra nelle competenze specifiche della professione sanitaria di riferimento» (1), in linea con le linee guida ministeriali sui servizi di telemedicina del 2022 (5). Il farmacista prepara il setting. A educare il paziente, verificare l’aderenza o insegnare una pratica domiciliare è il professionista collegato da remoto, che per molti assistiti in carico al territorio è un infermiere.
Il secondo è la responsabilità. Il paragrafo 8.6 attribuisce la responsabilità clinica «integralmente» al professionista erogatore e cita in modo esplicito «medico, infermiere, altro» (1). Chi eroga teleassistenza da una Casa della Comunità verso una farmacia rurale risponde dell’atto come se il paziente fosse in ambulatorio: valutazione, documentazione, consenso informato ai sensi della Legge 219/2017.
C’è anche un precedente normativo. Il DM 16 dicembre 2010 consente già agli infermieri di operare in farmacia, su prescrizione di MMG o PLS, per medicazioni, cicli iniettivi intramuscolo, educazione sanitaria e iniziative per l’aderenza alle terapie (6). La telemedicina affianca a queste attività un canale a distanza.
I punti da seguire per la pratica infermieristica
- Integrazione con i team territoriali: il Distretto deve collegare le farmacie ai team delle Case della Comunità previsti dal DM 77/2022 (1,4). Il documento non nomina l’infermiere di famiglia e comunità: gli accordi regionali diranno se e come entrerà nel percorso.
- Lettura dei dati: il testo affida la valutazione del telemonitoraggio a «medici o specialisti» (1). Nei percorsi di cronicità che le aziende affidano già al personale infermieristico, i protocolli locali dovranno chiarire chi riceve gli alert.
- Formazione: i moduli previsti (tecnico, organizzativo, relazionale) riguardano il personale di farmacia (1). Gli infermieri che lavorano sulle piattaforme regionali seguono i percorsi aziendali.
- Continuità: referti e dati confluiscono nel FSE. Va verificato che il flusso arrivi anche alla cartella del servizio territoriale che ha in carico il paziente.
Tempi, tariffe e monitoraggio
Le tariffe restano regionali finché il nomenclatore nazionale non recepirà queste prestazioni. Il PNRR (Missione 6, Componente 1) finanzia le postazioni base in comodato d’uso, mentre ECG, Holter e spirometri sono a carico delle farmacie o di accordi integrativi (1). AGENAS propone un cruscotto di indicatori «core», tra cui tasso di adesione delle farmacie, coinvolgimento di MMG/PLS, riduzione dei tempi di attesa e tasso di autosostenibilità senza fondi straordinari.
Il testo è in consultazione pubblica e la versione definitiva potrà cambiare.
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