Anno: XXVIII - Numero 19    
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Opere pubbliche: prezzari leve strategiche per la qualità del progetto

Confronto con Regioni, Province autonome, Itaca.

Opere pubbliche: prezzari leve strategiche per la qualità del progetto

Contribuire attivamente al confronto istituzionale e ai tavoli ministeriali, portando il punto di vista dei professionisti che quotidianamente applicano i prezzari regionali nella progettazione, nelle gare e nei concorsi, con l’obiettivo di promuovere un sistema fondato su trasparenza, qualità, innovazione e sostenibilità, a tutela dell’interesse pubblico e della buona riuscita delle opere. È questo l’impegno assunto dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc) che sul tema dei prezzari ha promosso un confronto operativo e politico con i rappresentanti delle Regioni, delle Province autonome e di Itaca. Ciò al fine di favorire un percorso di progressiva omogeneizzazione dei criteri di formazione dei prezzari in line con il Codice dei contratti e con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 in merito all’istituzione dell’Osservatorio e del prezzario nazionale.

Per Massimo Crusi, Presidente del Cnappc “i prezzari devono essere considerati non come meri strumenti contabili, ma come leve strategiche per la qualità del progetto, per la corretta applicazione in fase progettuale, della revisione dei prezzi e per la tutela dell’equo compenso nei servizi di architettura e ingegneria, in coerenza con i principi del Codice dei contratti pubblici. La qualità delle opere pubbliche è infatti strettamente connessa alla congruità economica delle lavorazioni, alla chiarezza delle analisi dei prezzi e alla correttezza delle condizioni poste a base di gara sin dalle fasi iniziali della progettazione. Obiettivo primario dell’iniziativa è l’informazione per promuovere sempre più la consapevolezza che la qualità dell’opera non può fare a meno di prezziari sempre più aggiornati all’innovazione tecnologica, dei materiali e delle lavorazioni, e di una corretta applicazione da parte dei Professionisti. Di conseguenza la formazione professionale sul tema assume un ruolo strategico”.

Tiziana Campus, Consigliere Segretario, Responsabile del Dipartimento Lavori pubblici, concorsi, Onsai ribadisce come l’utilizzo dei prezzari rappresenti un elemento centrale per la realizzazione di Opere pubbliche di qualità incidendo in modo determinante sia sulla fattibilità delle scelte progettuali, sia sulla corretta definizione dei quadri economici posti a base di gara.  “Rappresenta, anche uno strumento utilizzato non solo dai professionisti, ma anche dalle imprese, quale raccolta strutturata di materiali, lavorazioni e prescrizioni tecniche a supporto delle scelte progettuali che possono formulare offerte consapevoli e sostenibili, contribuendo a una più ordinata fase esecutiva e alla riduzione di varianti, contenziosi e criticità in corso d’opera”.

 Dopo l’entrata in vigore del D.lgs. 36/2023, che ha ulteriormente rafforzato la centralità dei prezzari, prevedendone l’utilizzo in tutti i livelli di progettazione e introducendo criteri condivisi per la redazione di prezzari più omogenei e confrontabili sul territorio nazionale, il CNPPC ha realizzato una ricognizione sui 21 prezzari regionali e delle Province autonome.

 L’analisi mostra situazioni di disomogeneità con differenze significative non solo nella codifica e nelle descrizioni delle lavorazioni, ma anche nell’incidenza delle risorse e nei fattori che concorrono alla determinazione del prezzo finale, comprese le spese generali.

Tutto ciò con ricadute concrete sull’attività dei professionisti, chiamati a operare su più territori attraverso incarichi, gare e concorsi di progettazione, e a confrontarsi con un quadro normativo in continua evoluzione, che comporta un crescente impegno in termini di tempi, competenze e risorse.

 Nonostante una crescita complessiva di razionalizzazione delle strutture dei prezzari, permangono significative differenze territoriali, mentre forme di collaborazione tra Regioni, Province autonome, strutture tecniche e Ordini professionali pur già presenti nei territori, sia a livello regionale sia interregionale, devono essere ancora pienamente strutturate.

 

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